22 Settembre, 2026 Cesenatico

Pro Vita all’attacco del “Festival De Genere” di Cesenatico

Il sipario è appena calato sul “Festival De Genere” di Cesenatico, ma la polemica è solo all’inizio. Pro Vita & Famiglia ha scelto il registro della crociata: PEC ai presidi, appelli all’Ufficio scolastico regionale e al ministro Valditara, domande a raffica su criteri, obiettivi e risorse pubbliche della rassegna. 

Nel mirino non solo gli incontri su teologia queer, letture femministe della Bibbia e leadership religiose femminili, ma soprattutto l’invito – facoltativo e in orario extra–scolastico – rivolto agli studenti del Liceo “Leonardo da Vinci”, del “Marie Curie” e perfino a una primaria di Villamarina. Per l’associazione, dietro l’ombrello della “prevenzione della violenza di genere” si nasconderebbe l’ennesima incursione “ideologica”.

La onlus, in particolare, riferisce di aver ricevuto segnalazioni da parte di genitori, preoccupati per l’invito rivolto ad alcuni istituti del territorio: il Liceo “Leonardo da Vinci” di Cesenatico, il Liceo “Marie Curie” di Savignano sul Rubicone e una scuola primaria di Villamarina. A seguito di tali segnalazioni, Pro Vita & Famiglia dichiara di aver inviato una PEC ai dirigenti scolastici, informando l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Nella missiva, l’associazione chiede con quali criteri siano stati selezionati gli interventi e come si intenda garantire che spazi e risorse pubbliche restino finalizzati al contrasto della violenza contro le donne, senza – a loro giudizio – promuovere prospettive di parte. Pro Vita domanda inoltre come venga tutelato il coinvolgimento di studenti minorenni, affinché non si trasformi in promozione di contenuti con connotazione politica o ideologica.

Tra gli elementi contestati, l’associazione cita: un incontro con la pastora valdese Daniela Di Carlo sulla “teologia queer”; una conferenza della teologa Adriana Valerio su “Donne nella Bibbia e nella storia della Chiesa”; una riflessione della ricercatrice Francesca Brugnola sulle leadership religiose femminili nell’Islam in chiave di “femminismo intersezionale”. Vengono inoltre richiamati un laboratorio per bambini dai 5 anni, “L’acchiappasogni”, proposto dalla libreria Cartamarea, il ricorso al linguaggio inclusivo (asterisco) in alcune descrizioni di attività, e l’esibizione del coro LGBTQIA+ “Kosmos”, nato a Bologna.

Pro Vita & Famiglia richiama l’articolo 2 del Protocollo addizionale alla CEDU, che tutela il diritto dei genitori affinché l’istruzione rispetti le loro convinzioni religiose e filosofiche. A loro avviso, la proposta del Festival, “negando la strutturale differenziazione sessuale tra uomini e donne” tanto dal punto di vista biologico quanto relazionale, non aiuterebbe a prevenire la violenza di genere e potrebbe, al contrario, alimentarla favorendo “narcisismo patologico e intolleranza alla frustrazione”. 

L’associazione, inoltre, collega la vicenda al dibattito parlamentare sul disegno di legge per il consenso informato preventivo dei genitori, ribadendo la richiesta di maggiori garanzie e trasparenza sulle iniziative rivolte ai minori.

Pro Vita & Famiglia, infine, afferma di attendere risposte puntuali dai soggetti coinvolti e dalle istituzioni, riservandosi ulteriori iniziative qualora le spiegazioni non risultassero, a loro giudizio, sufficienti.

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