La notizia è semplice: il condominio del Centro Commerciale di Pinarella realizzerà a proprie spese un impianto di videosorveglianza con tre telecamere su Piazza della Repubblica, lo donerà al Comune di Cervia, il sistema sarà collegato alla rete comunale e gestito dalla Polizia Locale. Il sindaco e il vicesindaco ringraziano, parlano di città “sicura e vivibile” e incassano con soddisfazione.
Ed è qui che nasce l’imbarazzo. Perché dietro il linguaggio zuccheroso della “generosità dei cittadini” c’è un dato brutale: un gruppo di residenti ha dovuto autotassarsi per garantire un livello minimo di sicurezza in uno spazio pubblico. Hanno pagato loro ciò che il Comune avrebbe dovuto programmare, finanziare e realizzare con risorse proprie.
Altro che fiore all’occhiello: è la fotografia di un ente pubblico ripiegato su se stesso, che abdica al proprio ruolo e si limita a benedire le iniziative di chi può permettersi di mettere mano al portafoglio. Oggi le telecamere a Pinarella, domani magari l’illuminazione, la manutenzione del verde, la sistemazione delle strade: tutto esternalizzato alla buona volontà – e al portafoglio – dei cittadini più organizzati.
C’è poi un aspetto etico che l’amministrazione sembra ignorare. Accettare con entusiasmo questo “regalo” significa non cogliere l’elemento, almeno in parte, provocatorio del gesto: se i condomini arrivano a pagarsi la videosorveglianza da soli, è perché non si sono sentiti adeguatamente tutelati. Invece di chiedersi dove ha fallito il sistema pubblico, si taglia il nastro e si sorride alla telecamera.
Un Comune serio avrebbe dovuto dirsi quantomeno a disagio, assumersi la responsabilità politica di una carenza e impegnarsi a colmarla con fondi propri, non trasformare una sorta di autotassazione in vanto da comunicato stampa. Così, invece, passa l’idea di una città in cui la sicurezza diventa servizio “a chiamata”, garantito prima di tutto dove i privati possono pagarsela.
Se questa è la “città che vogliamo”, viene da chiedersi che fine abbia fatto l’idea di un ente pubblico capace di proteggere in modo equo tutti i suoi cittadini, non solo quelli che si comprano da sé le telecamere.