C’è stato un tempo in cui il Comune di Cesenatico regalava terreni a pochi passi dalla spiaggia. Non per generosità, ma per costruire il futuro turistico della città. All’inizio del Novecento l’Amministrazione decise infatti di assegnare gratuitamente alcune aree edificabili di proprietà pubblica a chi si impegnava a realizzare ville e villini nella zona compresa fra il mare e la vena Mazzarini.
A ricostruire quella sorprendente stagione urbanistica è l’“Indagine storico-operativa” allegata al Piano urbanistico generale. La nascita della Cesenatico balneare era cominciata nel 1878, con uno stabilimento in legno montato stagionalmente direttamente in mare e realizzato da un privato con il contributo del Comune. Seguirono il nuovo stabilimento con caffè, ristorante e pontile e la costruzione di viale Anita Garibaldi, primo collegamento fra il centro storico e la spiaggia.
La vera svolta arrivò nel 1903, quando venne elaborato il “Piano regolatore a destra del Porto”. La città iniziava così a uscire dal suo nucleo storico, cresciuto per secoli attorno al canale, per spingersi verso l’Adriatico. Nel nuovo impianto comparivano il viale del Lido, oggi Carducci, via dei Mille e il grande asse destinato a diventare viale Roma.
Per accelerare la trasformazione, il Comune mise gratuitamente a disposizione i propri terreni. Il progetto era ispirato al modello della “città giardino”: case immerse nel verde, lotti di grandi dimensioni e un rapporto privilegiato con il mare. Le aree misuravano 750, 1.050 o 1.225 metri quadrati, mentre lungo viale Anita Garibaldi il terreno concesso doveva essere dodici volte più grande della superficie occupata dalla villa.
L’aspetto più curioso riguardava la vista dell’Adriatico. I villini dovevano essere distribuiti su quattro file alternate, lasciando fra un lotto e l’altro viottole larghe cinque metri. In questo modo anche dalle abitazioni della quarta fila sarebbe stato possibile scorgere il mare fra gli edifici antistanti. Alcuni di quei passaggi sono ancora oggi riconoscibili nel tessuto urbano: piccoli corridoi rimasti come fossili della prima Cesenatico turistica.
Il piano del 1910 completò il disegno con viale Leonardo da Vinci, piazza Comandini, viale Roma e piazza Andrea Costa, destinata a diventare il nuovo cuore balneare.
Negli anni Venti arrivarono poi gli alberghi, costruiti anche accorpando i lotti originariamente pensati per i villini. Cominciava così la trasformazione della città giardino nella capitale delle vacanze. Ma fra le strade del centro restano ancora le tracce di quell’idea pionieristica: una Cesenatico verde, ordinata e progettata perché nessuno dovesse rinunciare alla vista del mare.