Le parole hanno un potere immenso: possono accorciare le distanze, curare le relazioni e far fiorire la gentilezza. Lo sanno bene i bambini delle quattro scuole dell’infanzia del 1° Circolo Didattico di Cesenatico, che giovedì 4 giugno hanno festeggiato la conclusione del progetto lettura “Un viaggio tra storie, emozioni e parole che fanno fiorire la gentilezza”.
A ospitare l’evento finale è stata la scuola primaria “2 Agosto 1849”, trasformata per l’occasione in un piccolo teatro di emozioni grazie allo spettacolo “Rosa e Matilda”. A guidare i giovani spettatori in questa avventura sono stati l’autrice Monia Monti e Antonio Castagnola dell’associazione culturale Il Soccorso Letterario, che hanno saputo catturare l’attenzione dei bambini e coinvolgerli con entusiasmo, chiudendo in bellezza un percorso durato l’intero anno scolastico 2025-2026.
Il progetto ha intrecciato incontri, letture condivise e momenti di crescita, creando un ponte prezioso tra scuola e famiglie. Alla base della sua riuscita c’è stata una rete di collaborazione che Angela Maria Leccese, referente del progetto, ha voluto ringraziare con particolare gratitudine.
“Il primo grazie va alla dirigente scolastica, prof.ssa Lucia Santarsiero – spiega Leccese – che ha seguito ogni fase del progetto con sensibilità, attenzione e disponibilità costanti. I suoi consigli e il suo supporto sono stati determinanti”.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche ad Antonio Castagnola, per la passione, la professionalità e la profonda gentilezza dimostrate; ai nonni dell’Associazione Aquilone del Centro Anziani Iqbal, capaci di creare un ponte intergenerazionale attraverso il racconto; e all’autrice Monia Monti, che ha coinvolto non solo i più piccoli, ma anche genitori e personale scolastico in preziosi momenti di formazione.
Fondamentale è stato inoltre il sostegno della comunità locale. “Un ringraziamento speciale va a Riviera Banca – Agenzia di Cesenatico – sottolinea Leccese – il cui contributo economico è stato vitale. Senza il loro supporto, molte attività non avrebbero potuto prendere vita”.
“Questo progetto è stato un dono anche per me, un’esperienza di forte crescita personale e professionale – conclude la referente –. Camminare tra storie e parole mi ha lasciato una certezza profonda: sono proprio i piccoli gesti, l’ascolto sincero e l’attenzione verso l’altro a far fiorire, giorno dopo giorno, la gentilezza nelle nostre vite”