22 Settembre, 2026 Cesenatico

Quanto valgono davvero le video-cassette VHS che tutti abbiamo in cantina?

In teoria sono rottami magnetici degli anni ’80 e ’90. In pratica, per una piccola nicchia di collezionisti, le VHS sono diventate un asset alternativo, al pari dei vinili di prima stampa. A livello internazionale, una copia sigillata di Star Wars in prima edizione è arrivata all’asta a oltre 100 mila dollari, diventando la VHS più costosa mai passata sotto il martello. 

In Italia, però, lo scenario è molto meno cinematografico. Le cassette “da cantina” – blockbuster da edicola, commedie anni ’90, registrazioni da TV – oscillano tra zero e 50 centesimi al pezzo, spesso invendute anche ai mercatini. 

Il mito delle VHS Disney milionarie, alimentato da inserzioni su eBay con prezzi da capogiro, è stato smontato dai siti di settore: la famosa La Bella e la Bestia “Black Diamond” non si vende a 12 mila euro, ma a pochi euro quando si trova un acquirente. 

Dove si concentra, allora, il valore? Prima di tutto sull’horror e sull’exploitation italiani. Edizioni anni ’70–’80 di film come “Zombi 2” di Lucio Fulci o titoli minori come “Madeleine – Anatomia di un incubo” compaiono sulle piattaforme internazionali tra decine e, in qualche caso, centinaia di euro, soprattutto se in prima tiratura e in ottime condizioni.  Nel mercato italiano una “Cannibal Holocaust” edita da Panarecord per il club “Horror” si trova in vendita intorno ai 40–70 euro, a seconda dello stato. 

Un’altra nicchia è quella delle edizioni ex–noleggio dei primi anni ’80: cassette distribuite solo ai videoclub, spesso con grafiche diverse da quelle poi uscite per la vendita. Per certi Disney ex–noleggio, o per marchi minori come Eclecta e Walkmann, si parla di valutazioni nell’ordine dei 20–50 euro a copia, raramente di più.  Anche le VHS Stardust, con collane come “Fantastimondo” e “Le favole più belle”, hanno un piccolo seguito da 15–30 euro l’una, se ben conservate. 

E il “Sacro Graal” italiano? Più che un singolo titolo esiste una fascia alta: alcune prime edizioni di horror censurati, noleggio-only o tirature minuscole possono superare i 300–400 euro nelle trattative tra collezionisti, soprattutto se sigillate o in condizioni eccellenti. Le quattro cifre restano eccezioni legate per lo più a pezzi internazionali graded e certificati, non alla cassetta dimenticata sopra il videoregistratore.

La morale è meno romantica ma più onesta: nove VHS su dieci non hanno valore, una può pagarsi una pizza, pochissime pagano un weekend fuori. Per capire in quale categoria rientrano le proprie cassette bisogna guardare meno al titolo famoso e più ai dettagli: etichetta, anno, circuito (noleggio o vendita), condizioni. È lì che, ogni tanto, si nasconde davvero l’oro.

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