22 Settembre, 2026 Cesenatico

«Quel terreno è mio da oltre cinquant’anni». Ma al Comune non risulta…

Una striscia di terreno confinante con un’abitazione privata, una situazione che si trascina da decenni e una proprietà che, almeno sulla carta, resta avvolta dall’incertezza. È questa la vicenda finita sul tavolo della Giunta comunale di Cesenatico, che ha deciso di partecipare a un procedimento di mediazione davanti all’Organismo di Conciliazione del Tribunale di Forlì per cercare di risolvere una controversia immobiliare senza arrivare subito in tribunale.

A promuovere la procedura è stata una cittadina (A.C.), che sostiene di possedere in maniera esclusiva da oltre cinquant’anni il terreno adiacente alla propria abitazione e chiede che la situazione venga finalmente regolarizzata.

La documentazione esaminata dal Comune, tuttavia, mette in luce una serie di elementi che rendono il caso particolarmente complesso. Dalle verifiche emerge infatti che la particella catastale risultava originariamente intestata in proprietà superficiaria a un antenato della richiedente, mentre tra Catasto e Conservatoria esistono incongruenze. Non solo: il terreno non compare nell’inventario dei beni immobili comunali e non risultano atti ufficiali di trasferimento della proprietà.

Negli archivi dell’ente è stata inoltre rinvenuta una vecchia lettera del padre della cittadina con la quale veniva chiesta la “regolarizzazione” della situazione. Nel frattempo l’area è rimasta recintata e ospita anche un piccolo manufatto a servizio dell’abitazione, richiamato in alcuni titoli edilizi rilasciati negli anni.

Proprio per fare chiarezza su una vicenda che si trascina da molto tempo, la Giunta ha deciso di aderire alla mediazione, ritenendo necessario tutelare gli interessi dell’ente e verificare se esistano i presupposti per un accordo tra le parti.

Per assistere il Comune è stato incaricato l’avvocato cesenaticense Andrea Zavatta, già inserito nell’elenco dei professionisti esterni dell’amministrazione. L’incarico prevede un compenso complessivo di 2.038,96 euro, comprensivo di Iva e contributi previdenziali.

L’obiettivo della mediazione sarà quello di ricostruire l’effettiva titolarità dell’area e verificare se sia possibile trovare una soluzione condivisa. Qualora il tentativo di conciliazione dovesse fallire, la controversia potrebbe proseguire nelle aule del tribunale, dove sarà un giudice a stabilire a chi appartenga realmente quel terreno conteso da decenni.

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