Antonino Zichichi se n’è andato nel giorno in cui, per decenni, lo si è visto fare esattamente il contrario: accendere discussioni. È morto il 9 febbraio 2026, a 96 anni, uno dei volti più riconoscibili della fisica italiana e della sua divulgazione.
Scienziato di fama internazionale, protagonista della fisica delle particelle e delle istituzioni scientifiche del Paese, Zichichi ha unito alla ricerca una missione civile: portare la cultura scientifica fuori dai laboratori, dentro le aule, i teatri, le città. Dalla fondazione del Centro “Ettore Majorana” di Erice alle responsabilità nell’INFN, la sua traiettoria racconta un Novecento in cui la scienza non era solo metodo, ma anche visione, e spesso – nel suo caso – dialogo con l’etica e la fede.
In Romagna, quel dialogo passò anche da Cesenatico: il 27 settembre 2013, alle 21, al Palazzo del Turismo, fu ospite di una serata intitolata “Credenti o creduloni?”, organizzata dalla Parrocchia di San Giacomo con il patrocinio del Comune.
Oggi resta la sua lezione più semplice e più rara: la scienza come passione pubblica, capace di farsi parola, confronto, responsabilità.