C’è una mappa musicale che porta dritta al Porto Canale. La prima puntina è il liscio: “T’aspetto a Cesenatico” (musica di Secondo Casadei, testo di Raoul Casadei) è un classico da balera, inciso dagli anni ’60 e ripreso da orchestre e interpreti romagnoli fino a oggi. Un invito tenero e diretto – “t’aspetto a Cesenatico” – che ha fissato la città nel lessico popolare della musica da ballo.
Alla stessa famiglia di suoni appartiene “A Cesenatico” (di Enrico Aldini e Piergiorgio Martinetti), altro titolo che porta il nome della città nel fronte del 45 giri e che, nel repertorio di orchestre da liscio e band da piazza, continua a girare per sagre e rotonde.
Il canzoniere si allarga al dialetto con “Quant ariv a Ziznatic” (“Quando arrivo a Cesenatico”): piccola canzone d’affezione, condivisa anche sui canali turistici locali, segno che la città sa riconoscersi nella propria voce e nella propria parlata.
Poi, sorpresa: negli anni Duemila Cesenatico diventa un titolo internazionale per produttori e cantautori. Nel 2009-2010 esce “Cesenatico” di Larse & Fish, una traccia house che porta il toponimo fuori dalle balere e dentro i club digitali; segue “Cesenatico” di L’Allegra Brigata (2011), tra pop e cantautorato, e “Cesenatico” di Doansai (2017), episodio indie/elettronico con liriche contemporanee.
La scia prosegue con le declinazioni pop-dance del progetto Betobahia / Ciapa la Galeina, che ha dedicato più volte la città al titolo: dalla canzone “a Cesenatico” al filone “Cesenatico Dance” e versioni 2022–2024 pensate per l’estate romagnola e i balli di gruppo. Brani “leggeri”, di presa immediata, che lavorano come cartoline da spiaggia.
E così l’elenco si fa costellazione: dallo standard di Casadei – che ancora oggi viene eseguito da orchestre e solisti romagnoli – alle produzioni digitali che hanno trasformato Cesenatico in keyword musicale. Una città pronunciata in cinque sillabe morbide, che entrano bene in metrica e si appoggiano al ritmo del mare.
Non abbiamo la pretesa di chiudere il catalogo; al contrario, lo apriamo. Se una canzone ha il coraggio di mettere Cesenatico nel titolo, qui trova casa. Perché la musica fa quello che fa il porto: accoglie, mescola, rimanda al largo. E in ogni ritornello la città si riconosce, tra un passo di valzer, un giro di cassa elettronica e un ritornello che sa di sale.