Dopo l’estate decine di attività tra il porto canale e via Saffi si sono viste recapitare verbali da almeno 150 euro. Nel mirino della Polizia locale non ci sono occupazioni abusive di suolo o musica troppo alta, ma i colori di poltroncine, ombrelloni e tende, giudicati non conformi al nuovo regolamento cromatico sul decoro del centro storico.
Il caso emblematico è quello di un locale sanzionato perché la tenda a sbalzo esterna non rispettava la “tabella dei colori” allegata al regolamento: sei tonalità neutre che vanno dall’ecru al tortora chiaro, fino al grigio caldo. Nel verbale, redatto alle prime ore del mattino, gli agenti hanno contestato l’articolo 3.4 sulle tende imponendo non solo il pagamento di 153,83 euro, ma anche l’obbligo di ripristino entro tre giorni lavorativi.
Proprio la tempistica è uno degli aspetti più contestati dai commercianti. “È materialmente impossibile sostituire una tenda in tre giorni – spiegano –: bisogna contattare il fornitore, scegliere il nuovo tessuto, attendere la produzione e il montaggio. Senza contare i costi, in un periodo in cui le attività faticano terribilmente a reggere le spese ordinarie”.
Ma i gestori lamentano soprattutto il metodo scelto dal Comune. I verbali, raccontano, sarebbero stati compilati dalla Polizia Locale all’alba, tra le 7.30 e le 7.45, quando i locali sono ancora chiusi e dunque non vi è possibilità di contraddittorio. “Non abbiamo ricevuto nessun avvertimento – prosegue un esercente –. Sarebbe bastata una comunicazione preventiva, un ultimatum con una data entro cui adeguarci. Invece sono partite subito le sanzioni, a tappeto”.
La legge – si sa – non ammette ignoranza ma, forse, si poteva scegliere un modo meno traumatico per adeguare il centro storico, senza trasformare sedie e tende in un facile bancomat. Nessuno contesta il nuovo regolamento sul decoro (anche se c’è chi solleva dubbi sulle scenografie dei bazar cingalesi che tramutano il porto in una Medina) ma, prima di passare alle multe, in tanti si sarebbero aspettati richiami o avvertimenti bonari. Ecco perchè qualcuno ha deciso di presentare ricorso, scrivendo direttamente al sindaco. Con quali esiti, vi faremo sapere.
