Il giorno dopo l’incendio, il porto canale di Cesenatico ha avuto un insolito via vai. Tante persone si sono fermate davanti a ciò che resta dell’edicola “Il Punto”, attratte da quella ferita nera aperta in mezzo alle attività del centro. Dentro, si intravedono solo detriti, scaffali collassati, fili penzolanti e pareti mangiate dal fumo.
I muri anneriti raccontano meglio di qualsiasi parola la violenza delle fiamme e il calore che ha divorato tutto in pochi minuti. È uno spettacolo che mette tristezza, che lascia senza fiato: non c’è curiosità, piuttosto silenzio e incredulità.
E dietro quel muro bruciato non c’è soltanto un negozio distrutto, ma anche un dramma umano. L’edicola era stata rilevata da pochi mesi da Rahman Mosheure, un cittadino cingalese che, nella nostra città, aveva immaginato un nuovo inizio. Ora, tra cenere e odore acre, resta la paura di aver perso tutto.
Sul fronte assicurativo, il gestore dell’edicola “Il Punto” può comunque tirare un sospiro di sollievo (e con lui le parti che hanno subito danni collaterali). Rahman Mosheure, infatti, aveva stipulato la polizza lo scorso mese di ottobre, quando al Comune di Cesenatico serviva una responsabilità civile verso terzi. All’interno della copertura RC, con massimale da 1 milione di euro, sono state fortunatamente inserite anche garanzie su incendio e furto.
Una scelta rivelatasi provvidenziale dopo il rogo: l’attività risulta dunque regolarmente assicurata, con una sezione incendio impostata su 80 mila euro per la ricostruzione (in pratica 2mila euro al metro quadro), 30mila euro per la merce ed anche la tutela per “danni a terzi derivanti da incendio” fino a 250 mila euro (senza franchigia). In queste ore, mentre in città rimbalzavano voci e dubbi, dall’ambiente vicino al titolare filtra soprattutto sollievo: l’edicola è in regola e coperta e ora può affrontare l’emergenza con qualche certezza in più.
Ieri, intanto, gli uffici comunali hanno fatto il loro lavoro, emanando un’ordinanza di ripristino della sicurezza e di parziale sospensione dell’agibilità sia per l’edicola che per l’appartamento al primo piano. Il provvedimento nasce dalle comunicazioni inviate dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Forlì-Cesena dopo gli interventi del 17 e del 18 febbraio.




Secondo quanto segnalato, le temperature elevate raggiunte durante l’evento avrebbero provocato “il danneggiamento dell’intradosso del locale interessato dal rogo”, con conseguenze sulla sicurezza del solaio. In particolare viene indicata la necessità “di interdire l’unità abitativa soprastante” fino al ripristino delle condizioni richieste a tutela della pubblica incolumità. I tecnici comunali, a seguito di sopralluogo, hanno inoltre accertato che “al momento non sussistono le condizioni di sicurezza necessarie per l’uso di alcune porzioni dell’edificio”, a causa dei danni riscontrati alle strutture e agli impianti.
Quindi, data per scontata l’inagibilità dell’edicola “Il Punto”, non è per il momento abitabile neppure l’appartamento soprastante, attualmente disabitato, ma occupato con regolare contratto d’affitto da una coppia di donne emiliane. Le indagini strutturali, infatti, avrebbero evidenziato un leggero avvallamento del pavimento e dunque, in via precauzionale, l’unità abitativa è stata dichiarata temporaneamente inagibile.
L’ordinanza impone ai proprietari dell’edicola – ovvero a Sanzio Naldini (anche se l’immobile è formalmente intestato alle figlie) – di effettuare “con la massima urgenza” verifiche strutturali e impiantistiche, sotto la guida di un tecnico incaricato, e di eseguire le lavorazioni necessarie per il ripristino definitivo delle condizioni igienico-sanitarie e funzionali. Le verifiche dovranno concentrarsi in particolare sul solaio del primo piano. Il Comune concede 30 giorni dalla notifica per completare le verifiche e 60 giorni per i lavori di messa in sicurezza, da documentare con perizia strutturale e dichiarazioni di rispondenza/conformità.
Un ulteriore ordine riguarda l’immobile al civico 12, ovvero entro 7 giorni dovrà essere rimossa una tenda esterna precaria e potenzialmente pericolosa, recante l’insegna “Le caramelle di Jack”. Il titolare dell’esercizio, però, ieri ha precisato che, all’interno del locale, i danni sono stati inesistenti o contenuti e dunque, dal prossimo fine settimana, l’attività sarà regolarmente riaperta.
