7 Novembre, 2026 Cesenatico

Ravenna scopre il turismo da dribbling: dopo Dante e i mosaici ecco Ronaldinho!

Ravenna, città di mosaici, imperatori, poeti e patrimoni Unesco, potrebbe aver trovato il più inatteso dei filoni turistici: Ronaldinho. Non un convegno, non una mostra, non l’ennesimo itinerario culturale, ma il fascino irresistibile di un pallone accarezzato da uno dei giocatori più amati degli ultimi trent’anni.

L’idea, a pensarci bene, è tutt’altro che campata in aria. C’è chi arriva a Ravenna per Galla Placidia, chi per la tomba di Dante, chi per Sant’Apollinare. E da oggi, almeno per una fetta consistente di appassionati calciofili, potrebbe esserci anche chi viene “per vedere Ronaldinho”. Magari una sola partita, anche solo un tempo, forse anche solo un riscaldamento: ma abbastanza per dire “io c’ero”.

Il punto è che il brasiliano non è semplicemente un ex calciatore. È un’icona pop, un sorriso planetario, un ricordo collettivo fatto di elastici, no look, punizioni impossibili e giocate che su YouTube continuano a sembrare più arte che sport. E allora lo stadio di Ravenna, normalmente dimensionato su ben altre folle, rischia di diventare improvvisamente piccolo, quasi intimo, davanti alla curiosità che un nome del genere può generare.

Così, accanto ai mosaici bizantini e alle memorie dantesche, Ravenna potrebbe ritagliarsi per qualche tempo una curiosa appendice turistica: il pellegrinaggio laico del calcio. Con una certezza: se davvero il Gaucho farà il Gaucho, il biglietto varrà già il viaggio.

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