22 Settembre, 2026 Cesenatico

Recessione, la morsa sulla Romagna: anche Sergio Rossi vacilla

Oltre settant’anni di storia e un futuro appeso alle trattative. La maison sammaurese Sergio Rossi, simbolo del “saper fare” romagnolo, è in fase avanzata di vendita. Il nome dell’acquirente non è ufficiale, ma nei corridoi circolano Massimo Bonini e Sabrina Scarpellini, imprenditori della distribuzione del lusso. 

Intanto, la realtà produttiva paga il conto della recessione: 180 dipendenti in cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre e una procedura di licenziamento collettivo basata sulla volontarietà, con incentivi all’uscita.

Per il marchio fondato nel 1951 da Sergio Rossi, acquisito nel 2021 dal Lanvin Group, il 2024 è stato in salita: utili del gruppo in flessione -37%, ricavi della maison -30% e margine lordo sceso dal 51% al 43%. Dati che spingono alla dismissione degli asset più fragili e che trasformano un’icona del distretto in un dossier industriale.

Il caso Sergio Rossi diventa così cartina di tornasole di un fenomeno più ampio: in Romagna continuano le chiusure e i ridimensionamenti nelle filiere di qualità, tra energia cara, domanda debole e catene del valore in riassestamento. I sindacati trattano per salvare occupazione e competenze, mentre il territorio prova a difendere un patrimonio di know-how che ha fatto scuola nel mondo.

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