Quanto costa, almeno in prima battuta, organizzare un referendum per le casse comunali? A Cesenatico la prima voce certa è quella dei compensi al personale dei seggi: quasi 15 mila euro. Con la determinazione n. 179 del 12 febbraio 2026, il Comune ha infatti impegnato 14.680,90 euro per retribuire presidenti, segretari e scrutatori chiamati a garantire il regolare svolgimento delle consultazioni referendarie di domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026.
La cifra riguarda esclusivamente gli onorari forfettari del personale in servizio ai seggi, calcolati sulla base delle disposizioni nazionali che regolano le spese elettorali. In particolare, l’atto richiama la maggiorazione del 15% prevista per il 2026 rispetto agli importi standard. A Cesenatico saranno operativi 23 seggi: per ciascuno è previsto un presidente e un segretario, oltre a tre scrutatori. È inoltre prevista la presenza di due scrutatori “volanti”, a supporto dell’organizzazione.

Nel dettaglio, il Comune stima 3.438,50 euro complessivi per i presidenti (149,50 euro a seggio), 2.750,80 euro per i segretari (119,60 euro a seggio) e 8.252,40 euro per gli scrutatori (tre per seggio, 119,60 euro ciascuno). I due scrutatori “volanti” comportano ulteriori 239,20 euro. Il totale porta appunto a 14.680,90 euro.
Le risorse vengono accantonate sul capitolo di bilancio dedicato alle “Spese per consultazioni elettorali” con riferimento all’esercizio 2026. La determinazione precisa anche che l’importo potrà essere integrato con successivi provvedimenti qualora fossero necessari adeguamenti o aggiornamenti.
Va ricordato che questo è solo un pezzo del costo complessivo dell’appuntamento elettorale: ai compensi del personale andranno infatti sommati gli altri oneri legati all’organizzazione materiale del voto (allestimenti, logistica, eventuali straordinari, comunicazioni e supporti tecnici). Ma la prima voce ufficiale, nero su bianco, dice già una cosa: per aprire e far funzionare i seggi, Cesenatico mette sul tavolo circa 15 mila euro.