7 Novembre, 2026 Cesenatico

Referendum Nordio, stop al voto fuori sede: il fronte del No “arruola” rappresentanti di lista per far votare studenti e lavoratori

Il voto fuori sede torna al centro del dibattito in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla cosiddetta “riforma Nordio”. In Commissione Affari Costituzionali alla Camera è stato infatti respinto l’emendamento presentato dalle opposizioni che mirava a consentire di votare nel comune di domicilio a studenti, lavoratori e a chi assiste familiari ricoverati, una platea che – secondo i promotori – riguarda circa 5 milioni di elettori, pari a circa il 10% del corpo elettorale. Un “astensionismo involontario” che si somma ai livelli già elevati di non partecipazione, particolarmente accentuati proprio nelle consultazioni referendarie.

Nel comunicato diffuso oggi dal Comitato della società civile Forlì-Cesena per il No, la decisione viene criticata perché, a fronte della necessità di ridurre l’astensionismo, la maggioranza avrebbe motivato lo stop con ragioni tecniche, “nonostante meccanismi di voto fuori sede fossero già stati sperimentati – ricordano i promotori – alle europee del 2024 e nei referendum del 2025”. 

Da qui l’iniziativa annunciata a livello locale ma con l’obiettivo di estendersi “in tutta Italia”: i tre comitati del No (Giusto Dire No dell’Associazione Nazionale Magistrati, comitato della società civile “Giovanni Bachelet” e Comitato dei 15, promotore della raccolta firme), insieme ad Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, mettono a disposizione posti da rappresentante di lista. La norma consente infatti ai rappresentanti di lista di votare nel seggio dove svolgono la funzione: un canale che, secondo i promotori, può recuperare fino a 240 mila voti, considerando quattro rappresentanti per ciascuna delle circa 60 mila sezioni elettorali.

Per aderire serve tessera elettorale e documento di identità, oltre a contattare i riferimenti indicati dai comitati e dai partiti. L’obiettivo dichiarato è “difendere il diritto di voto” dei fuori sede, al di là dell’orientamento, come risposta concreta al tema della partecipazione democratica.

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