7 Novembre, 2026 Cesenatico

Rendiconto 2025, Bandieri vota contro: “Comune pieno di soldi e strade piene di buche”

Il rendiconto 2025 del Comune di Cesenatico certifica un avanzo superiore ai 40 milioni di euro, ma per Fabio Bandieri, capogruppo della lista civica di centrodestra, questo dato non basta a promuovere l’azione dell’amministrazione: «Questa è stata l’amministrazione che, nella storia repubblicana, ha avuto più risorse in assoluto: Imu delle piattaforme, fondi Pnrr, milioni dagli autovelox e aumento della tassa di soggiorno estesa a tutto l’anno. A fronte di queste entrate, però, nel rendiconto emergono carenze evidenti».

Il giudizio di Bandieri è fortemente critico, a partire dall’assenza di politiche per la crescita economica. «I negozi chiudono, le vetrine si spengono, la microcriminalità avanza e l’amministrazione non sta facendo nulla».

Altro nodo centrale è il turismo. «Non è solo una questione di presenze, ma di capacità di spesa. A Cesenatico manca il turista alto spendente». Secondo Bandieri, per attrarlo servirebbero strutture ricettive riqualificate, ristoranti di qualità, strade, marciapiedi e arredi urbani all’altezza. «Bisogna favorire anche l’apertura di nuovi locali per i giovani, che hanno diritto a divertirsi e rappresentano il nostro futuro. Invece questa amministrazione ha favorito cambi di destinazione d’uso, trasformando vecchi hotel, colonie e ristoranti in appartamenti, con buona pace dell’indotto turistico».

Manca inoltre, aggiunge, «una grande opera capace di rilanciare la città, come la Vena Mazzarini o le Terme. Sotto il Parco di Levante – ricorda – scorre una sorgente termale: non provare a sfruttarla è un’occasione mancata di rilancio turistico».

Per Bandieri, un segnale evidente di questa impostazione è l’attenzione dell’amministrazione verso gli oneri di urbanizzazione, «anziché verso incentivi urbanistici in grado di stimolare gli imprenditori a investire nella riqualificazione di strutture ricettive e commerciali». Così, sostiene, “si perde l’opportunità di intercettare un turista più esigente, con maggiore capacità di spesa, capace di lasciare più ricchezza in città”. 

Critiche anche sulle opere pubbliche, giudicate più legate a obblighi o finanziamenti esterni che a una strategia complessiva. «Le scuole sono finanziate con fondi Pnrr, il waterfront con le risorse dell’Imu sulle piattaforme, frutto di una nostra intuizione che ha portato nelle casse comunali decine di milioni di euro. Anche la riqualificazione del ponte di viale Roma e del Ponte del Gatto deriva da obblighi di legge successivi al crollo del Ponte Morandi, quando il Governo impose ai Comuni la verifica e la messa in sicurezza dei ponti pericolosi».

Restano poi aperti, secondo Bandieri, i temi delle politiche abitative per le giovani coppie del Forese, «dove non si è fatto nulla», e della sicurezza idrogeologica. «Le caditoie non funzionano, il sistema fognario è obsoleto e va ammodernato. Con il cambiamento climatico non si può continuare a usare sempre la stessa scusa: proprio perché il problema esiste, bisogna intervenire». Per il capogruppo, il sistema fognario rappresenta oggi una delle principali criticità per la sicurezza dei cittadini. «Se non si interviene ora, con risorse economiche disponibili e un avanzo così significativo, quando sarà possibile farlo? La mancata riqualificazione rischia di compromettere sicurezza e qualità della vita».

Un capitolo centrale riguarda Cesenatico Servizi, società controllata dal Comune. Per Bandieri, le risorse destinate alla manutenzione sono insufficienti rispetto ai bisogni di una località turistica. «Cesenatico dovrebbe presentarsi in condizioni ottimali sul piano del decoro urbano, dell’arredo e della manutenzione. Invece vediamo criticità diffuse e interventi spesso insufficienti».

Il capogruppo chiede più fondi, più operai, mezzi più efficienti e migliori condizioni per i lavoratori. «Bisogna riconoscere, anche economicamente, chi garantisce risultati e produttività». Un esempio, secondo Bandieri, riguarda le barche storiche del museo galleggiante, simbolo dell’identità marinara di Cesenatico. «Non sono curate come dovrebbero. La scarsa manutenzione rischia di comprometterne la permanenza in acqua, con una perdita grave per la memoria collettiva e per la valorizzazione culturale della città».

Da qui la conclusione: «Cesenatico ha bisogno di priorità chiare e di risorse investite meglio: nel decoro, nel turismo, nella manutenzione del territorio e nella sicurezza dei cittadini. Per queste ragioni abbiamo votato contro il rendiconto».

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