In Emilia-Romagna i residenti stranieri “toccano le 580mila persone”, pari al 12,9% della popolazione. Lo evidenzia Valerio Vanelli, docente dell’Università di Bologna e co-autore del Dossier statistico sull’immigrazione 2025 (IDOS, con patrocinio della Regione), presentato nella giornata di ieri. Il confronto nazionale conferma il primato: a livello Italia l’incidenza supera di poco il 9%; la nostra regione resta prima per quota di stranieri, seguita dalla Lombardia.
Il dato non è uniforme: gli stranieri si concentrano nei capoluoghi. Bologna raggiunge il 15,7%, Piacenza e Parma superano il 15%; Modena è sotto il 14%. Le altre province si collocano sotto la media regionale, con gli ultimi posti occupati da Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini.
Molto eterogenea la provenienza, che abbraccia oltre 160 Paesi. Dall’Unione europea – in larga parte rumeni – arriva il 22% del totale; sommando Europa UE e non UE si arriva a quasi la metà dei residenti stranieri. Seguono il Nord Africa con il 27% e il Sud-est asiatico, in forte crescita, al 21%.
Per Vanelli, numeri e composizione “descrivono una regione che rimane snodo demografico e culturale del Paese”. Una fotografia che interpella servizi, scuola e lavoro, e che conferma l’Emilia-Romagna come laboratorio di integrazione e coesione nel cuore dell’Adriatico-Padano.