Le prime gare per il rinnovo delle concessioni balneari a Riccione sono ancora ferme e il calendario annunciato nei mesi scorsi non è stato rispettato. L’amministrazione comunale aveva indicato l’avvio delle procedure entro l’inizio dell’estate, ma a oggi non sono state fissate date ufficiali per la pubblicazione dei bandi, alimentando l’incertezza in uno dei dossier più delicati per il futuro della costa romagnola.
La prima fase riguarderà una dozzina di concessioni nella zona sud della città, considerate le “meno complesse”. In questi casi, infatti, non sarà interessato l’intero stabilimento balneare, ma esclusivamente la porzione di arenile destinata al servizio di spiaggia, con ombrelloni e lettini. L’obiettivo del Comune è utilizzare queste gare come banco di prova, verificando il funzionamento delle procedure prima di estenderle progressivamente al resto del litorale.
Sul fronte dei criteri di assegnazione, Riccione sembra intenzionata a seguire una strada diversa rispetto a Rimini. L’amministrazione ha infatti già fatto sapere che non replicherà il modello adottato nel capoluogo, pur senza aver ancora illustrato nel dettaglio il sistema di valutazione che verrà utilizzato.
Ma il vero nodo resta il project financing promosso da oltre settanta operatori tra concessionari balneari e ristoratori. La proposta punta a realizzare opere di riqualificazione e investimenti pubblici ottenendo in cambio concessioni di lunga durata. Un’ipotesi che, almeno sulla carta, consentirebbe di accelerare gli interventi sul litorale, ma che si scontra con numerosi interrogativi di natura giuridica.
I pareri tecnici e legali acquisiti negli ultimi mesi avrebbero infatti evidenziato criticità sulla compatibilità dello strumento con la normativa europea che impone gare pubbliche aperte e trasparenti. Il rischio, secondo diverse valutazioni, è che concessioni particolarmente lunghe possano essere considerate in contrasto con i principi della concorrenza, esponendo il Comune a ricorsi davanti alla giustizia amministrativa.
La giunta sta quindi proseguendo le valutazioni sull’eventuale riconoscimento dell’interesse pubblico della proposta. Una decisione che richiede particolare prudenza e che, secondo quanto emerso nel dibattito politico, registra sensibilità differenti anche all’interno della stessa maggioranza.
Nel frattempo il tempo stringe. Con il quadro normativo in continua evoluzione e la necessità di arrivare all’assegnazione delle nuove concessioni, il Comune dovrà accelerare le proprie decisioni. L’obiettivo è evitare ulteriori ritardi e ridurre il rischio di contenziosi, in una partita che non riguarda soltanto Riccione ma rappresenta uno dei passaggi più delicati per il futuro del sistema balneare della Riviera romagnola.