C’è un momento, nella vita degli enti locali, in cui la Storia chiama. Non sempre per grandi opere, piani urbanistici o emergenze epocali. A volte chiama per dieci euro e trentanove centesimi. E quando chiama, bisogna rispondere con serietà, rigore… e soprattutto con un atto ufficiale: la determina N. 153 del 05/02/2026.
La trama è semplice e perfetta, come le grandi commedie: il Comune di Cesenatico chiede al Comune di Rimini di notificare un atto a un residente riminese. Rimini, diligente come un vicino che ti presta il trapano ma poi ti chiede pure le pile, anticipa la spesa. Poi, l’8 gennaio 2026, arriva la richiesta di rimborso: € 10,39. Un importo che, in un universo parallelo, si risolverebbe con un “te li giro subito”. Ma qui siamo nell’universo reale: quello in cui per muovere una moneta serve il rito solenne della macchina amministrativa.
Ed ecco l’epica: si citano bilanci, PEG 2026/2028, controlli di regolarità tecnica, amministrativa e contabile, compatibilità monetaria del programma dei pagamenti (tranquilli: l’Ente regge l’urto), e naturalmente un capitolo dal nome poetico: “SPESE FUNZIONAMENTO SERVIZIO AMBIENTE”. Perché quei 10,39 euro non sono soldi qualsiasi: sono soldi con una destinazione, un codice, una dignità.
Alla fine Cesenatico, con grande senso dello Stato e dei rapporti di buon vicinato, decide: si paga. Si impegna la somma, si dà atto della scadenza, si aspetta il visto contabile, e si informa pure che si può fare ricorso al TAR. Perché non si sa mai: magari qualcuno vorrà opporsi, per principio, ai 39 centesimi.
Morale: Rimini voleva i suoi dieci euro. Cesenatico, con intelligenza istituzionale e un po’ di pazienza burocratica, glieli ha dati. E così la Repubblica continua a funzionare: un capitolo PEG alla volta, una firma digitale alla volta, un rimborso da 10,39 € alla volta.