Il cosiddetto “riordino del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco” – secondo la FP CGIL – non è un “semplice aggiustamento neutro”, ma “una riforma politica che interviene sulle leggi che regolano funzioni istituzionali, status giuridico, carriere, diritti e doveri del personale”.
Con la modifica del D.Lgs. 139/2006 e del D.Lgs. 217/2005, infatti, si ridisegna il Corpo “senza affrontare i problemi veri: carenze croniche di organico, mezzi insufficienti e obsoleti, sedi inadeguate, turni pesanti e carichi di lavoro in aumento. Si chiedono più doveri ma – secondo il sindacato – non si garantiscono condizioni migliori di lavoro e sicurezza”.
“La norma, inoltre, stravolge lo status giuridico dei Vigili del Fuoco: da tecnici del soccorso con funzioni di polizia giudiziaria a possibili agenti di pubblica sicurezza, avvicinando il Corpo alla logica dell’ordine pubblico. Un aumento di responsabilità – prosegue il sindacato – non accompagnato da specifiche tutele legali e assicurative, né da adeguato riconoscimento economico e previdenziale”.
Per la FP CGIL questo significa “snaturare un’istituzione che i cittadini conoscono e apprezzano per il suo ruolo nel soccorso pubblico e nella Protezione Civile”. Rompere questo patto di fiducia, trasformando chi è oggi “amato” in una figura percepita come “temuta”, per la sigla sindacale – è “un errore morale e istituzionale”.
Per queste ragioni la FP CGIL Vigili del Fuoco di Forlì-Cesena dice no al riordino, chiede lo stralcio delle norme sullo status giuridico, un tavolo di confronto e investimenti su organici, mezzi, sedi e sicurezza, aderendo allo sciopero del 12 dicembre.