Dopo l’entusiasmo dello scorso anno, in Romagna la nuova campagna olivicola appare fragile. «Sarà una campagna terribile», avverte Massimiliano Savelli (Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini). Nel cuore dell’estate una decina di giorni di maltempo hanno spinto la proliferazione della mosca olearia: le larve scavano nella polpa, indeboliscono i frutti e ne provocano la caduta, con effetti su resa e qualità.
Molti produttori corrono ai ripari anticipando raccolta e molitura, per salvare olio sano prima che il danno diventi irreversibile. In ogni caso, chi non ha trattato ha subito danni notevoli. Non è solo la mosca: grandinate e venti forti hanno colpito gli oliveti, facendo cadere parte del raccolto.
Le stime non sono ancora ufficiali, ma tra gli addetti prevale il pessimismo: volumi ridimensionati e pezzature disomogenee, con probabile aumento dei costi lungo la filiera. Per i consumatori questo può tradursi in minore disponibilità e prezzi volatili.
La speranza è che il meteo di ottobre consenta almeno di salvare la qualità delle partite migliori e contenere le perdite in una stagione che, per l’olivicoltura romagnola, si annuncia complicata.