22 Settembre, 2026 Cesenatico

“Romagna Mia”, nel giorno dell’anniversario la polemica più fastidiosa

La storia di “Romagna mia”, la canzone che più di ogni altra ha saputo raccontare e rappresentare l’identità del nostro territorio, torna improvvisamente al centro del dibattito. 

Il giorno dopo le celebrazioni per il 72° anniversario del brano, composto da Secondo Casadei il 2 giugno 1954 a Gatteo Mare, una vecchia contestazione è riemersa ieri sui social network, riaccendendo una polemica che sembrava ormai appartenere al passato.

Tutto è nato sotto un post che ricordava la genesi della canzone simbolo della Romagna. Un utente ha infatti sostenuto che il maestro Casadei non sarebbe stato il vero autore di “Romagna mia”, attribuendone la composizione a Primo Lucchi, musicista della sua orchestra e autore a sua volta di numerosi brani del repertorio folkloristico romagnolo.

Un’affermazione che ha provocato l’immediata reazione di Casadei Sonora, la realtà che custodisce e promuove l’eredità artistica del maestro. La risposta è stata tanto ferma quanto articolata. «Purtroppo il gruppo di Villalta da tanto tempo ha diffuso questa voce assolutamente falsa e infondata», si legge nella replica pubblicata sui social.

Secondo Casadei Sonora, la teoria che attribuisce a Lucchi la paternità del brano non sarebbe supportata da alcun elemento concreto e finirebbe per gettare un’ombra ingiustificata sulla figura del compositore romagnolo. «Secondo Casadei era una persona seria, onesta, integra e leale. Amico fraterno del grande Primo Lucchi, autore di bellissime canzoni, non avrebbe mai potuto fare una scorrettezza del genere».

La società ricorda inoltre come né Lucchi né altri abbiano mai rivendicato ufficialmente la paternità di “Romagna mia” quando Casadei era ancora in vita. Un aspetto che viene considerato particolarmente significativo. «Nessuno si è mai fatto vivo per reclamare i diritti del brano, né allora né dopo la scomparsa del maestro, proprio perché tutto ciò non era vero», sottolinea la nota.

Una posizione netta che punta a chiudere definitivamente una controversia periodicamente riaffiorata nel corso degli anni. Del resto, al di là delle polemiche, resta il fatto storico: “Romagna mia” è entrata nel patrimonio culturale collettivo come l’opera più celebre di Secondo Casadei, diventando un simbolo riconosciuto ben oltre i confini regionali. 

Una canzone che continua a essere cantata da generazioni di romagnoli e che, a oltre settant’anni dalla sua nascita, conserva intatto il proprio valore identitario e affettivo.

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