Forlì-Cesena segue la scia regionale: anche qui cresce la scelta dell’attività alternativa all’ora di religione cattolica. Nelle primarie, sempre più classi adottano il libro di testo dedicato, condizione che segnala un’offerta didattica stabile e non residuale.
Il territorio resta però nella metà bassa della graduatoria emiliano-romagnola (circa 17% delle classi coinvolte), distante dai picchi di Ravenna ma in progressione rispetto agli anni scorsi. Dirigenti e docenti parlano di richieste “più consapevoli” da parte delle famiglie: percorsi su educazione civica, competenze trasversali, pensiero critico, storia delle religioni in ottica comparata.
Le scuole evidenziano anche aspetti organizzativi: orari da armonizzare, disponibilità di insegnanti formati, spazi e materiali. Sullo sfondo, la promessa di un’offerta realmente inclusiva, capace di accogliere studenti con convinzioni diverse senza creare “ore buche”.
Il segnale che arriva dalle aule di Forlì e Cesena è chiaro: la domanda di laicità operativa cresce, e chiede continuità progettuale oltre i numeri.