La sicurezza sul lavoro in Romagna resta un nodo aperto. A rilanciare l’allarme è la Cisl Romagna che, alla masterclass “Sicurezza: memoria, responsabilità, partecipazione” a Ravenna, ha presentato i numeri Inail analizzati dal proprio Osservatorio: una tendenza definita “strutturale”.
L’iniziativa si è aperta con lo spettacolo “In fondo ad una nave” di Pierpaolo Zoffoli, dedicato alla tragedia della Mecnavi del 13 marzo 1987, costata la vita a 13 lavoratori nel porto di Ravenna.
Il punto più critico è Forlì-Cesena: 1.136 denunce di malattie professionali nel 2022, 1.370 nel 2024 e 1.513 nel 2025, con un +10,44% nell’ultimo anno, trainato da industria e servizi. «Non sono solo statistiche: parlano di persone che si ammalano a causa del lavoro», sottolinea Francesco Marinelli, segretario generale della Cisl Romagna, chiedendo un confronto su organizzazione, tempi, carichi e qualità degli ambienti.
Anche gli infortuni restano alti: nel 2025 a Forlì-Cesena le denunce sono 7.236, in crescita sul 2024. Sul fronte delle patologie lavoro-correlate spicca Ravenna: da 626 denunce nel 2024 a 865 nel 2025 (+38,18%). Rimini passa da 542 a 584 (+7,75%). Nel complesso, la crescita romagnola supera la media regionale (+7,46%).
La ricetta indicata dal sindacato punta sulla partecipazione: «Chi lavora conosce i rischi quotidiani meglio di chiunque altro e deve essere parte attiva nelle scelte», conclude Marinelli. Obiettivo: rafforzare contrattazione e rappresentanze nei luoghi di lavoro, trasformando la sicurezza da adempimento burocratico a processo condiviso, investendo su prevenzione, formazione e controlli efficaci.