22 Settembre, 2026 Cesenatico

Romolo Nati, l’archistar romagnolo nel mondo: da Cesenatico al boom “green” nelle Filippine

Non è raro che un’idea nata sulla costa romagnola finisca per cambiare lo skyline dall’altra parte del mondo. È il caso di Romolo Nati, progettista cesenaticense d’adozione che nelle Filippine ha costruito la propria reputazione puntando su un principio semplice e ambizioso: l’edilizia può crescere solo se mette al centro l’ambiente. 

Cinquantotto anni, nato a Roma da padre romano e madre romagnola di Cesenatico, Nati ha legato presto la sua vita professionale alla riviera. Dopo la laurea con lode in Architettura alla Sapienza, negli anni ’90 si trasferì a Cesenatico, dove con la famiglia era legato a Villa Italia. In quel contesto aprì anche uno studio sul lungomare: un’esperienza che, come racconta oggi, lo ha “formato e completato” anche dal punto di vista imprenditoriale.

Il salto decisivo arriva con un’ulteriore specializzazione: Nati ottiene un Executive MBA all’Asian Institute of Management, scelta che anticipa il trasferimento in Asia. Nel 2007 si stabilisce nelle Filippine e porta con sé un’idea di progettazione allora poco diffusa nel Paese: la green architecture, un modo di costruire che non si limita all’estetica ma dialoga con energia, clima e risorse naturali.

Nel 2009 è tra i cofondatori di Italpinas Development Corporation (IDC), società di sviluppo immobiliare quotata in borsa nelle Filippine, di cui oggi è presidente esecutivo. È inoltre vicepresidente di Constellation Energy Corporation, attiva nello sviluppo di progetti di energie rinnovabili. Al suo fianco, come socio, c’è Jose Dayrit Leviste, avvocato molto noto a livello nazionale.

Il tratto distintivo del lavoro di Nati è l’uso della biomimetica: edifici che “mimano” la natura, studiati per essere belli, funzionali e rispettosi dell’ambiente. Tra i progetti simbolo c’è Primavera Residences a Cagayan de Oro, primo intervento realizzato con IDC: un complesso a uso misto nel Pueblo de Oro Business Park, diventato vetrina di un approccio che sfrutta sole, vento e pioggia per migliorare comfort e consumi.

E mentre raccoglie premi e riconoscimenti internazionali, Nati non dimentica la sua seconda casa. “Il design italiano qui piace tantissimo”, osserva, rivendicando l’orgoglio di essere “per metà romagnolo” e ricordando come all’estero “la Riviera romagnola venga citata come modello di collaborazione tra imprese e territorio”. La prossima sfida? “Portare qualità e sostenibilità anche nelle case popolari: abitazioni piccole, moderne e a costi contenuti, pensate per i giovani che cercano indipendenza”. Perché, nella sua visione, il futuro dell’edilizia non è solo costruire di più, ma costruire meglio.

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