Rifondare senza strappare, rinnovare senza cancellare, ricominciare senza far finta che il passato non esista.
È dentro questo equilibrio sottile che si muove Rosaria Tassinari, parlamentare di Forza Italia e neo-coordinatrice provinciale del partito di Berlusconi, chiamata a un compito tutt’altro che semplice: ridare struttura, voce e prospettiva al partito a Cesenatico, in una fase in cui il centrodestra locale cerca ancora un baricentro riconoscibile.
La parola scelta è “autenticità”, ma il significato politico è molto concreto: tornare alle radici azzurre – sostegno alle piccole e medie imprese, semplificazione, sburocratizzazione – e rimetterle al servizio del territorio con un approccio pragmatico. Non una resa alle civiche, ma l’idea di lavorare insieme a chi intercetta i bisogni della città, trasformandoli in visione politica e capacità amministrativa.
Sullo sfondo restano le ruggini, i nomi, gli equilibri da ricomporre, a partire dal dopo-Buda. Ma Tassinari sceglie una linea netta: nessuna resa dei conti, piuttosto una paziente opera di cucitura per fare di Forza Italia, di nuovo, un fattore vero alle prossime elezioni amministrative.
Onorevole Tassinari, si parla di una “rifondazione autentica” di Forza Italia a Cesenatico: cosa significa concretamente? Da dove si riparte?
Significa tornare alle radici del partito, che sono fatte di semplificazione, sostegno alle piccole e medie imprese e sburocratizzazione. Vogliamo ripartire da questi principi, mettendoli al servizio del territorio con quello spirito di concretezza che ha sempre contraddistinto Forza Italia.
Forza Italia può davvero tornare a essere il punto di riferimento dell’area moderata locale, oppure quel ruolo è stato ormai assorbito dalle liste civiche?
Certamente sì. Forza Italia può tornare a essere il punto di riferimento lavorando insieme alle liste civiche. Le civiche raccolgono le esigenze del territorio; noi, come partito nazionale, abbiamo il compito e la capacità di trasformare queste istanze in risposte concrete anche a livello sovracomunale, mettendo in campo competenze e visione.
Nel suo progetto sembra esserci la volontà di superare i vecchi equilibri: questo significa chiudere definitivamente con una parte della storia recente del partito?
La storia del partito è un patrimonio prezioso, da cui nessuno vuole prescindere. Al contrario, si parte proprio dalle esperienze maturate, anche da quelle più complesse, per migliorare e innovare. L’obiettivo è evolvere, non rinnegare.
Il disimpegno di Roberto Buda dalla politica attiva apre una fase nuova: che tipo di figura state cercando per il futuro di Forza Italia a Cesenatico? Oppure lei non ha ancora perso la speranza di convincere Roberto a ripensarci?
Roberto Buda è una figura di grande valore e, se decidesse di tornare, sarebbe sicuramente importante per noi. Proprio per la stima che nutriamo nei suoi confronti, riteniamo però che debba essere lui a scegliere in piena autonomia il proprio percorso, senza pressioni. Il suo contributo è stato, è e sarebbe ancora significativo.
Tra i nomi che circolano, c’è già un profilo che la convince più degli altri o la partita è ancora completamente aperta?
La partita è aperta. La nostra priorità è ascoltare il territorio e individuare una figura che unisca competenza, radicamento locale e capacità di attrarre consenso. L’obiettivo è convergere su un profilo il più possibile condiviso.
Quanto pesa, nelle vostre valutazioni, la capacità di attrarre consenso civico rispetto all’appartenenza politica tradizionale?
La capacità di attrarre consenso civico è fondamentale, ma deve andare di pari passo con la competenza. Serve qualcuno che non solo sappia intercettare le esigenze dei cittadini, ma anche trasformarle in risultati concreti.
Le “ruggini” del passato sembrano ancora influenzare il presente: pensa che Forza Italia riuscirà davvero a superarle o rischiano di condizionare anche il nuovo corso?
Crediamo che tutte le persone che hanno fatto parte di Forza Italia e delle amministrazioni abbiano sempre avuto e continuino ad avere a cuore il bene della comunità e dei cittadini. Proprio per questo siamo convinti che eventuali incomprensioni del passato possano essere superate, concentrandosi sui temi e sugli obiettivi concreti per il territorio.
C’è il rischio che il progetto di rilancio venga indebolito da divisioni interne o personalismi locali? Come intende evitarlo?
Non crediamo che il progetto possa essere indebolito. Siamo convinti che tutti condividano l’interesse per la comunità e che il confronto avverrà sui contenuti e sul programma. Una volta trovata una convergenza, ciascuno darà il proprio contributo al massimo. È normale che ogni persona abbia il proprio carattere, ma c’è una passione sincera che unisce il gruppo e che rappresenta una garanzia.
A livello nazionale si parla di possibili spazi per Forza Italia: vede davvero un’opportunità concreta di crescita?
Sì, esiste una concreta opportunità di crescita. Stiamo osservando, anche a livello europeo, una minore attrattività delle posizioni più estreme e, parallelamente, una crescente domanda di politica moderata, concreta e capace di risolvere i problemi. In questo contesto, Forza Italia può rafforzare la propria presenza rispondendo a un’esigenza reale e sempre più diffusa.
Il cosiddetto “fattore Berlusconi” può ancora essere un elemento trainante per il partito?
Certamente il fattore Berlusconi resta importante, ma lo è soprattutto per il metodo e per l’eredità che ha lasciato. Silvio Berlusconi ha trasmesso idee, un approccio concreto alla politica e una visione di sviluppo economico e sociale che sono ancora attuali. Un eventuale impegno diretto dei suoi familiari rappresenterebbe un valore aggiunto, ma ciò che conta davvero è che all’interno di Forza Italia ci sono molte persone in grado di portare avanti e sviluppare quella visione.