Ci sono oggetti destinati ad entrare nel paesaggio quotidiano di una città. A diventare parte dello sguardo abituale di chi passa, di chi si ferma, di chi torna. Sul lungomare Carducci, davanti ad Arte MBT di Cesenatico, quella testa di Buddha dorata stava provando a diventare proprio questo: una presenza discreta ma riconoscibile, lasciata lì, all’esterno del locale, visibile a tutte le ore, quasi a dare un segno di identità e di bellezza.
Invece è sparita. Nella notte tra giovedì e venerdì qualcuno l’ha rubata, portandosi via la statua che da circa un mese faceva parte dell’ingresso del locale. Un furto che, spiegano i titolari Ivan e Max, pesa meno per il valore materiale dell’oggetto e molto di più per il significato che si porta dietro.
“Sapevamo – spiegano – che una statua di quel genere, non particolarmente pesante e non ancorata al vaso, fosse facilmente rubabile. Però abbiamo voluto fidarci. Abbiamo scelto di lasciarla fuori, sperando che a nessuno venisse la tentazione”. Una fiducia accordata alla città, al passaggio continuo di persone, alla convivenza civile che dovrebbe custodire anche le piccole cose.

Quella fiducia, però, è durata poco. “È rimasta lì circa un mese, poi qualcuno alla fine ce l’ha portata via. Pazienza, peccato. Non è tanto l’ammanco, parliamo di qualche centinaio di euro. È più l’ennesima fiducia tradita verso una comunità a cui vorremmo proporre del bello e dalla quale, tante volte, riceviamo invece gesti brutti”.
Resta l’amarezza per un episodio che interrompe un piccolo equilibrio fatto di cura, immagine e apertura. Ma non la volontà di andare avanti. “Adesso ci ragioneremo: o ricompreremo un Buddha uguale oppure metteremo qualcos’altro. Non vogliamo perdere fiducia nella comunità, anche se siamo decisamente delusi”.
Il vaso è rimasto. Lo spazio pure. E forse proprio quel vuoto, oggi, racconta meglio di tutto il resto il senso di un’assenza che non è solo quella di una statua.



