7 Novembre, 2026 Cesenatico

Ruini divide ancora: bufera in Regione dopo il minuto di silenzio, alcuni consiglieri lasciano l’aula

La morte del cardinale Camillo Ruini continua a far discutere anche dopo la sua scomparsa. Nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, la commemorazione dell’ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana si è trasformata in un acceso caso politico dopo che alcuni consiglieri hanno deciso di lasciare l’aula durante il minuto di silenzio a lui dedicato.

Ruini, nato a Sassuolo e scomparso il 16 maggio all’età di 95 anni, è stato una delle figure più influenti della Chiesa italiana contemporanea. Presidente della Cei dal 1991 al 2007, ha attraversato da protagonista alcune delle principali battaglie culturali e sociali del Paese, diventando un punto di riferimento per il mondo cattolico ma anche una personalità spesso al centro del confronto politico.

Proprio questo aspetto è all’origine della polemica scoppiata in Regione. A criticare apertamente il comportamento dei consiglieri che hanno lasciato l’aula è stata Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia. «Spiace constatare che anche di fronte a una figura che ha dedicato la propria vita al servizio della comunità e dei più deboli alcuni consiglieri abbiano scelto di non partecipare alla commemorazione», ha dichiarato.

Nel mirino sono finiti i rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra e il consigliere Gordini del gruppo Civici per De Pascale. Ma non solo. Anche Lorenzo Casadei del Movimento 5 Stelle ha scelto di uscire dall’aula durante il minuto di raccoglimento.

Le opposizioni interpretano il gesto come una mancanza di rispetto istituzionale verso una personalità che ha segnato la storia recente dell’Emilia-Romagna e dell’Italia. Di diverso avviso, invece, gli stessi consiglieri che hanno abbandonato l’aula.

Avs ha spiegato che si è trattato di una decisione «motivata e rispettosa», precisando che non era in discussione il cordoglio umano per la morte di una persona, bensì il significato politico e istituzionale della commemorazione. Secondo il gruppo, la figura pubblica di Ruini è stata caratterizzata da “un forte protagonismo” che ha contribuito a dividere il dibattito nazionale, in particolare sui temi dei diritti civili, della laicità dello Stato e delle questioni etiche.

Ancora più netta la posizione del consigliere pentastellato Casadei, che ha parlato di una protesta contro «un omaggio istituzionale a chi ha ostacolato i diritti di tante persone». Una scelta che ha definito consapevole e coerente con i propri valori politici.

L’episodio riapre così una questione tutt’altro che semplice: fino a che punto le istituzioni devono distinguere tra il rispetto dovuto a una figura scomparsa e il giudizio sulla sua eredità politica e culturale? Un interrogativo che, a distanza di oltre un mese dalla morte del cardinale, continua a dividere non solo la politica regionale ma anche l’opinione pubblica.

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