22 Settembre, 2026 Cesenatico

Ruspa killer, nel mirino anche la Cooperativa Bagnini di Cervia

L’inchiesta sulla morte di Elisa Spadavecchia compie un salto di scala. Con l’apertura di un secondo fascicolo, la Procura di Ravenna non guarda più soltanto alla condotta di Lerry Gnoli, 54 anni, alla guida della ruspa che il 24 maggio ha travolto la turista, ma all’intero ecosistema che ha reso possibile quell’intervento sulla battigia. È una stretta su chi non ha controllato: si verifica come siano stati affidati i lavori, con quali garanzie e perché mancassero barriere, segnalazioni e un uomo a terra a guidare le manovre.

La difesa di Gnoli ha depositato una relazione tecnica che elenca criticità formali e operative: contratto scaduto, incarico alla ditta del figlio non adeguatamente formalizzato, misure di sicurezza inesistenti o carenti. Da qui l’estensione degli accertamenti sui committenti e sui livelli di vigilanza, per stabilire se si tratti di omissioni episodiche o di un metodo consolidato negli interventi di movimentazione sabbia. In questo quadro non è escluso che la verifica possa interessare anche la Cooperativa Bagnini di Cervia, alla luce del ruolo nel perimetro degli affidamenti e dei controlli.

Intanto, per Gnoli la pm Lucrezia Ciriello ha chiesto il giudizio immediato: a suo carico restano le ipotesi di omicidio colposo aggravato dal mancato rispetto delle norme di sicurezza, con riscontri su uso di cocaina e testimonianze di una retromarcia veloce senza delimitazioni. 

Il Riesame si pronuncerà a breve sulla scarcerazione. Ma il cuore dell’inchiesta, ormai, punta a chiarire chi doveva prevenire e non l’ha fatto.

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