Prosegue l’iter del bando per il futuro del Sand Gate Beach Bar, una delle realtà balneari più conosciute di Cesenatico Ponente. Dopo la pubblicazione dell’avviso di gara per la concessione novennale dell’area demaniale, è ora arrivata una nota integrativa ed esplicativa del Reparto Biodiversità di Punta Marina, che chiarisce alcuni punti importanti del procedimento.
Si tratta, in sostanza, di precisazioni che aiutano a capire meglio quali sono i vincoli, quali strutture sono effettivamente regolari dal punto di vista edilizio e quali condizioni dovranno essere rispettate da chi intenderà partecipare alla gara.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda proprio le strutture presenti nell’area. La nota specifica che il punto ombra per la distribuzione di bevande e il manufatto adibito a chiosco bar, pur essendo regolarmente accatastati, non dispongono di autorizzazione edilizia, fatta eccezione per un titolo temporaneo che ne consente il mantenimento solo fino al 30 luglio 2026. Viene inoltre chiarito che il semplice accatastamento non basta a renderli regolari sotto il profilo urbanistico-edilizio.
Questo significa che il loro eventuale mantenimento, oppure la realizzazione di nuove strutture, potrà avvenire soltanto attraverso un percorso preciso: demolizione di altri volumi presenti sull’arenile e successivo ottenimento di un Permesso di costruire in deroga. La stessa area, viene ricordato, è attualmente in concessione fino al 31 luglio 2026.
Diverso invece il caso delle cabine balneari prefabbricate, che risultano invece legittimamente autorizzate dal punto di vista edilizio, in forza di due autorizzazioni rilasciate nel 1993. In questo caso, dunque, la situazione appare regolare e definita.
La nota interviene poi anche sul tema delle autorizzazioni necessarie per il progetto di riqualificazione. Il bando già prevedeva che il progetto iniziale e gli eventuali interventi successivi dovessero essere autorizzati dalle autorità competenti e dall’amministrazione concedente. Con questa integrazione viene precisato un passaggio fondamentale: tali autorizzazioni dovranno essere ottenute prima della realizzazione degli interventi.

Un altro chiarimento importante riguarda la valutazione delle proposte progettuali presentate dai partecipanti. Le progettualità, viene specificato, non attribuiscono punteggio nella gara. Non serviranno quindi a far salire la graduatoria. Verranno però esaminate per verificare che siano coerenti con gli obiettivi indicati nell’avviso pubblico e che ci siano le condizioni concrete per raggiungerli. Se queste condizioni non ci sono, il concorrente potrà essere escluso dalla gara.
La nota chiarisce anche un altro punto che riguarda i requisiti per l’esercizio dell’attività. Le eventuali certificazioni e i sistemi di qualità richiesti, se necessari, non devono essere già posseduti al momento della partecipazione, ma dovranno essere acquisiti prima dell’avvio dell’attività.
Arriva poi una precisazione anche sulla cauzione provvisoria da 1.573 euro, pari al 10% del canone a base d’asta. Il documento conferma che dovrà essere presentata tramite assegno circolare non trasferibile intestato al Reparto Carabinieri Biodiversità di Punta Marina e inserita nella busta dedicata alla documentazione. La cauzione potrà essere incamerata in caso di mancata firma del contratto da parte dell’aggiudicatario oppure nel caso in cui non vengano soddisfatti i requisiti previsti dal bando.
Infine, l’integrazione interviene anche sui requisiti professionali legati all’attività di somministrazione. Viene precisato che tali requisiti saranno richiesti solo agli operatori economici che prevedono nel progetto un’attività di somministrazione, e non indistintamente a tutti i partecipanti. Una precisazione che sembra andare nella direzione di una più ampia partecipazione alla procedura.
In sintesi, il nuovo documento non cambia l’impianto del bando, ma ne precisa meglio alcuni passaggi decisivi. Il quadro che emerge è quello di una procedura che punta sì alla continuità dell’uso balneare dell’area, ma dentro regole molto rigide sul piano edilizio, ambientale e autorizzativo. E proprio su questi aspetti si giocherà una parte importante del futuro del Sand Gate.