22 Settembre, 2026 Cesenatico

Sanità, il dietrofront di De Pascale: “I conti non sono così neri…”

Alla fine, tocca ammetterlo: ci siamo sbagliati noi. La sanità romagnola, stando alle parole di Michele De Pascale, non è messa così male. Presentando la manovra 2026-28 il presidente ha promesso il pareggio di bilancio sulla sanità entro il 2026 e ha liquidato come “numeri campati per aria” l’ipotesi di un buco da 650 milioni. 

Eppure è lo stesso De Pascale che, all’inizio del mandato, ha firmato una delle manovre più pesanti degli ultimi anni: aumento di Irpef, ticket sanitari e bollo auto, battezzata subito “lacrime e sangue” perfino da osservatori benevoli. Una cura dura, ci era stato spiegato, indispensabile per salvare il nostro servizio sanitario.

Poi è arrivato il capitolo ticket sui farmaci. Dal 2 maggio 2025 in Emilia-Romagna si paga 2,20 euro a confezione, fino a 4 euro a ricetta, misura introdotta dalla giunta De Pascale proprio “per continuare a garantire la sostenibilità economica del servizio sanitario regionale” di fronte ai tagli statali e all’aumento della spesa farmaceutica.

Nel frattempo il presidente ha acceso anche il faro sulla mobilità sanitaria: “troppi pazienti da fuori regione, non ce la facciamo più, non riusciamo a curare i nostri cittadini”, ha ripetuto in radio e sulla stampa, trasformando quello che per anni era stato un motivo d’orgoglio in un problema strutturale.

Ora però il quadro cambia: niente voragini da centinaia di milioni, un “semplice” squilibrio di bilancio 2024 da recuperare e la promessa di “stabilità totale dei conti” entro il 2026. Se è così, se la sanità non sta affondando, diventa legittimo chiedere perché sia stato necessario colpire proprio le famiglie che hanno bisogno di cure, con nuovi balzelli sulle ricette e visite sempre più care.

La contraddizione è tutta qui: da una parte l’allarme permanente, usato per giustificare ticket, super-ticket e la retorica del “non ce la facciamo più” con i pazienti che arrivano dal resto d’Italia; dall’altra la rassicurazione di oggi, secondo cui i conti rientreranno e il famigerato “buco” non è mai esistito nelle dimensioni raccontate.

Se davvero la sanità emiliano-romagnola non è messa così male, allora il conto presentato ai cittadini – tra aumenti dei ticket e clima ostile verso chi sceglie di farsi curare qui – appare ancora più indigesto. Forse sarebbe il momento di un nuovo dietrofront: non solo nelle parole, ma nelle scelte concrete che pesano ogni giorno sul portafoglio (e sulla salute) di chi in Emilia-Romagna vive, lavora e, quando serve, ha semplicemente bisogno di andare dal medico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Redazione

Redazione

La nostra redazione è composta da appassionati di Cesenatico e della sua comunità, che con dedizione e passione si impegnano a raccontare storie, eventi e novità che animano la nostra realtà locale.