Liste d’attesa infinite, ticket sanitari non riscossi, Fascicolo elettronico di nuova generazione fermo all’8% dei fondi Pnrr spesi e carenza di personale. Il centrodestra in Regione Emilia-Romagna lancia un nuovo attacco al governo guidato da Michele de Pascale denunciando «un quadro preoccupante e ricco di cattiva gestione».
Nel mirino soprattutto il taglio di oltre 2.100 prescrizioni ai medici di base, misura introdotta a luglio. L’assessore alla Sanità, Massimo Fabi, ha precisato che si tratta di un adeguamento al nomenclatore nazionale e ha aperto alla possibilità di ripristinare alcune prestazioni, dopo le richieste arrivate dalle categorie. Ma per la capogruppo di Rete Civica, Elena Ugolini, i pazienti sono costretti a rivolgersi a specialisti o alla libera professione, con costi e tempi più alti.
Critiche anche al Fascicolo sanitario 2.0: «Come spenderemo 38 milioni in due anni se finora siamo fermi all’8%?», domanda l’opposizione. Forza Italia e Lega ricordano poi il disavanzo delle aziende sanitarie, ridotto a 645 milioni grazie a manovre contabili e all’iniezione estiva di 200 milioni. Intanto il centrodestra prepara un progetto di legge sui ticket: pagamenti anticipati e una regia unica tra Ausl per evitare nuovi sprechi.