In Emilia-Romagna ogni giorno oltre sette operatori della sanità subiscono aggressioni, fisiche o verbali. Nel 2024 le segnalazioni sono arrivate a quota 2.682, contro le 2.401 dell’anno precedente: quasi il 12% in più. A fornire i numeri è stato l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, in commissione assembleare, delineando un quadro in cui medici, infermieri e professionisti socio-sanitari diventano sempre più spesso «parafulmine della rabbia e della violenza presenti nella società».
L’area più critica resta quella psichiatrica e delle dipendenze, dove si concentra la maggior parte delle aggressioni fisiche, pur in lieve calo. Subito dopo vengono pronto soccorso ed emergenza-urgenza, con il primato degli insulti e delle minacce verbali, quindi i reparti di degenza e gli ambulatori.
Per contrastare il fenomeno la Regione ha rafforzato illuminazione e sistemi di sicurezza, introdotto pulsanti di allarme per l’attivazione immediata delle forze dell’ordine e messo a punto una procedura di segnalazione unificata per monitorare meglio gli episodi. Fabi ha infine richiamato l’importanza di campagne di sensibilizzazione e formazione, per sostenere le vittime e favorire la denuncia di ogni abuso.