22 Settembre, 2026 Cesenatico

Santa Piada parla anche cesenaticense: i pescatori portano il pesce azzurro a Santarcangelo

Santa Piada si prepara a tornare a Santarcangelo di Romagna il 26 e 27 giugno, trasformando piazza Ganganelli in una grande festa dedicata a uno dei simboli più autentici della Romagna. La piadina, nata come pane povero della tradizione contadina, diventa ancora una volta terreno di incontro tra memoria, territorio e innovazione.

Tra gli undici stand ufficiali dell’edizione 2026 ci sarà anche una presenza particolarmente significativa per la costa: quella dei pescatori di Cesenatico, pronti a raccontare, attraverso il cibo, il legame profondo tra la piada e il mare Adriatico. Il loro stand celebrerà infatti uno degli abbinamenti più identitari della Romagna marinara: piadina e pesce azzurro.

Una scelta che arricchisce il racconto della manifestazione. Santa Piada non sarà soltanto la festa della piadina “classica”, ma anche l’occasione per mostrare quanto questo prodotto sia capace di accogliere sapori diversi senza perdere la propria anima. Se la piadina nasce nelle case contadine, a Cesenatico incontra la storia dei porti, delle barche, delle aste del pesce e delle famiglie che da generazioni vivono di mare.

La partecipazione dei pescatori cesenaticensi porta dunque a Santarcangelo un pezzo importante di Romagna: quello fatto di alici, sardoncini, sgombri, reti, lavoro notturno e cultura marinara. Il pesce azzurro, semplice e popolare come la piadina, diventa il compagno naturale di un pane che da sempre sa parlare a tutti.

Il dialogo tra tradizione e innovazione sarà uno dei temi centrali dell’evento. Lo ha ricordato anche Alfio Biagini, presidente del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP, sottolineando come il disciplinare serva a custodire la ricetta tramandata dai nonni, ma non debba essere visto come un freno alla creatività. La piadina, ha spiegato, è “accogliente come la nostra terra” e può ospitare farciture dolci, salate e sapori provenienti da ogni parte del mondo.

In questo percorso, la proposta dei pescatori di Cesenatico appare tra le più coerenti e autentiche: non una forzatura, ma un ritorno alle radici di una Romagna che è insieme campagna e mare. Accanto alle piadinerie storiche di Santarcangelo e alle nuove interpretazioni firmate da chef e ristoranti, il pesce azzurro cesenaticense porterà in piazza il profumo dell’Adriatico e il valore di una filiera locale.

Santa Piada diventa così una festa popolare, ma anche un racconto collettivo: la piadina come simbolo di accoglienza, identità e condivisione. E dentro quel racconto, Cesenatico avrà un posto speciale.

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