21 Settembre, 2026 Cesenatico
Scardinano e rubano i cancelli in ferro di una tomba di famiglia

Scardinano e rubano i cancelli in ferro di una tomba di famiglia

Torna l’incubo dei ladri al cimitero di Cesenatico. Ignoti, la scorsa notte, sono entrati nel camposanto cittadino, scardinando e rubando i cancelli in ferro di una tomba di famiglia. Si tratta di uno dei crimini più odiosi perché, al di là del danno materiale (certo non trascurabile), questi episodi colpiscono la sfera più emozionale delle persone. 

Purtroppo non è la prima volta che il cimitero cittadino balza agli onori delle cronache per episodi del genere. 

Il caso più macabro è datato 3 novembre 1992, quando al cimitero di Cesenatico venne impietosamente trafugata la salma del piccolo Raffaele Bagni, figlio di Salvatore, ex campione della nazionale di calcio. Il piccolo era stato vittima di un incidente stradale dove un mese prima perse la vita. A quell’epoca i terribili sciacalli non tardarono a fare una richiesta di 300 milioni, delle allora vecchie lire, tramite una busta, contenente due foto della bara, lasciata sul parabrezza dell’auto del cognato. Per mesi, la famiglia Bagni nascose quel segreto cercando di non compromettere i contatti con i ricattatori. Ma all’appuntamento decisivo non si presentò nessuno. Così non fu mai risolto il caso della tomba profanata di Alessandro. Mai data una risposta. Né i tentativi disperati di Salvatore Bagni e i suoi cari, che in un secondo momento imboccarono la strada della ricompensa, ebbero esito positivo.

Attorno al 2010, diverse cappelle di famiglia furono prese di mira dai “ladri di rame”, bande perlopiù di immigrati rumeni che facevano affari d’oro vendendo “l’oro rosso” al mercato illegale. 

Nel 2015, due persone furono arrestate e poi condannate dopo che, in diverse occasioni, avevano rubato le offerte dalla cassetta della cappella. 

Un altro episodio che colpì particolarmente la comunità di Cesenatico avvenne nel maggio del 2017, quando ignoti rubarono due cimeli dalla tomba di Marco Pantani. A darne denuncia la mamma, Tonina, che pubblicò su Facebook la foto tratta dalle telecamere: “Chi ha rubato la catenina appesa vicino al papa e Marco e l’elefantino lo vengo a sapere oggi guardando la telecamera”, il commento amaro che mostrava la tomba di Marco ‘spogliata’ di una catenina che era appesa vicino al quadro che ritraeva il campione con Papa Giovanni Paolo II e di un elefantino appoggiato vicino.

Nel 2019, invece, ad essere prese di mira furono le auto dei visitatori parcheggiate all’esterno del cimitero. I “topi d’auto”, in un’occasione, colpirono anche l’auto dei parenti dell’ex Ct Azeglio Vicini. Fenomeni che si sono ripetuti anche negli anni successivi.

Lo stesso anno suscitò grande commozione il dolore di una madre che denunciò il furto di un mazzo di rose bianche deposte, qualche giorno prima, sulla tomba del figlioletto. 

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