Si chiama PrEp ed è un farmaco che, preso il giorno prima dei rapporti sessuali, evita l’infezione da Hiv. E’ una sostanza che, in questi anni, si è rivelata molto efficace nel contenimento dei casi di Aids ma, da qualche settimana, soprattutto in Emilia Romagna, comincia a scarseggiare. Tanto che l’Arcigay regionale ha inviato una nota di protesta, accusando il Governo di “ondata moralista”.
Già utilizzato come cura nei pazienti affetti da Hiv, la PrEp – composta da due antivirali, l’emtricibitina e il tenofovir Df – viene da qualche anno impiegata anche da chi è negativo al virus dell’immunodeficienza ma sceglie comunque di avere rapporti sessuali senza preservativo, per evitare l’infezione.
La riduzione della produzione del farmaco ha generato subito una conseguenza: la durata del piano terapeutico per i pazienti che utilizzano il PrEp (acronimo di profilassi pre-esposizione) si è ridotta a dicembre da tre ad un mese. E questo ha subito scatenato le proteste della comunità Lgtb che, per nulla convinta dalla spiegazione delle autorità sanitarie (“la mancanza è su scala nazionale”), paventa dietro a questa carenza nella distribuzione del farmaco un attacco da parte del Governo al diritto alla sessualità.
Il farmaco – reso tra l’altro mutuabile nel maggio 2023 – si è dimostrato in questi anni uno strumento efficace nella prevenzione dell’Hiv: i dati sui contagi mostrano, infatti, un netto miglioramento rispetto a una decina di anni fa, quando si assestavano intorno ai 4mila l’anno a livello nazionale. Con il Covid c’è stata una riduzione con mille casi l’anno, da un paio d’anni si assestano intorno ai 2mila.