27 Settembre, 2026 Cesenatico

Scatta il fermo pesca in Adriatico: da domani stop ai pescherecci a strascico da Trieste ad Ancona

Da domani – venerdì 31 luglio – scatta il fermo pesca in Adriatico. Le imbarcazioni che praticano la pesca a strascico dovranno fermarsi nel tratto di mare compreso tra Trieste e Ancona, dando così il via al tradizionale periodo di sospensione dell’attività, pensato per favorire il ripopolamento delle specie ittiche e la tutela degli ecosistemi marini.

A darne notizia è Coldiretti Pesca, che evidenzia come il blocco arrivi in un momento particolarmente delicato per il comparto. Oltre all’aumento dei costi energetici e agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, il settore guarda con preoccupazione alla definizione del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale europeo 2028-2034 e alla futura riforma della Politica Comune della Pesca, da cui dipenderanno molte delle prospettive economiche delle imprese.

Il calendario del fermo biologico proseguirà nelle prossime settimane: dal 16 agosto al 29 settembre lo stop interesserà il tratto di costa compreso tra San Benedetto del Tronto e Bari, mentre dall’1 al 30 ottobre sarà la volta delle marinerie di Brindisi, San Cataldo, Otranto e delle altre aree dello Ionio, del Tirreno e delle isole.

Nonostante la sospensione della pesca a strascico, Coldiretti rassicura i consumatori: il pesce italiano continuerà a essere disponibile grazie alla piccola pesca, alle draghe idrauliche, all’acquacoltura e alle flotte che operano nelle zone non ancora interessate dal fermo.

L’organizzazione invita però a prestare particolare attenzione alle etichette. Nel 2025 l’Italia ha importato il record di circa 1,1 miliardi di chilogrammi di pesce estero, mentre la produzione nazionale si è fermata sotto le 130 mila tonnellate, rendendo il mercato sempre più dipendente dalle importazioni.

Per il pesce fresco l’origine è obbligatoria, anche se spesso viene indicata attraverso la zona di cattura – ad esempio la sigla FAO 37 per il Mediterraneo – anziché con la dicitura “Italia”. Ancora più difficile conoscere la provenienza del pesce servito nei ristoranti, dove non esiste l’obbligo di esporre un’etichetta.

Un aiuto per orientarsi arriva dalla stagionalità: in questo periodo il mare Adriatico offre soprattutto alici, sarde, sgombri, sugarelli, ricciole, cefali, triglie, gallinelle, scorfani, oltre a seppie, calamari e polpi. Più difficile, invece, trovare merluzzi, naselli, sogliole e rombi di origine italiana, per i quali aumenta la probabilità che provengano dall’estero.

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