Sciopero a oltranza. Da ieri (venerdì 30 gennaio) le redattrici e i redattori della Dire incrociano le braccia “finché l’editore non si siederà al tavolo” con il Comitato di redazione. La decisione, presa all’unanimità, nasce dall’esasperazione per pagamenti irregolari: da mesi, denunciano, non arriva uno stipendio intero e restano da recuperare retribuzioni arretrate, incluse quelle ancora dovute ai sospesi del 2024.
Il Cdr chiede “un incontro urgente” per firmare un accordo su due punti: rientro del pregresso con tempi certi e ripresa immediata della regolarità mensile. La data proposta dall’editore sarebbe però troppo lontana e l’ipotesi di un incontro “con tutti i dipendenti” non viene considerata una risposta alla richiesta di un tavolo negoziale.
Sul dossier è intervenuto anche il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini: senza un’intesa sugli oneri dovuti, il Dipartimento potrebbe valutare la sospensione o l’interruzione della convenzione con Palazzo Chigi.
De Pascale esprime solidarietà e chiede “subito un tavolo”, ricordando che “non può mai venir meno il rispetto di chi lavora e dei suoi diritti”.