Le farmacie private resteranno aperte anche nella giornata di domani, nonostante lo sciopero nazionale proclamato dai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale di settore. La mobilitazione punta a ottenere adeguamenti salariali e un maggiore riconoscimento del ruolo professionale dei dipendenti.
A intervenire sul tema è Alberto Lattuneddu, presidente di Federfarma Forlì-Cesena, l’associazione che rappresenta i titolari delle farmacie private. Lattuneddu richiama la necessità di garantire i servizi minimi, assicurando la presenza di almeno un terzo del personale normalmente in servizio e non meno della metà delle attività essenziali. Un obbligo che, sottolinea, riguarda non solo le farmacie di turno ma anche quelle aperte in regime ordinario.
Federfarma ribadisce il valore delle farmacie come presidio sanitario di prossimità e, al tavolo nazionale, ha avanzato diverse proposte per il rinnovo contrattuale: aumenti mensili fino a 220 euro per i farmacisti e 150 euro per il personale non farmacista, 8 ore annue di formazione retribuita, misure di welfare, integrazione al 100% della maternità, nuovi congedi e maggiorazioni per notturni, reperibilità e straordinari.
Prevista anche una contrattazione di secondo livello regionale. Obiettivo, chiudere presto l’accordo e tenere conto anche delle difficoltà delle piccole farmacie, soprattutto rurali.