“Anno nuovo, problemi vecchi”. Con queste parole Alexander Fiorentini, segretario generale della FLC CGIL Forlì-Cesena, sintetizza la situazione in cui è ripartito l’anno scolastico 2025. Nonostante le nuove linee guida per la gestione delle classi, resta senza risposta la questione centrale: il futuro lavorativo di docenti e personale Ata.
Secondo il sindacato, i dati regionali mostrano un quadro preoccupante: gli insegnanti di ruolo sono ancora troppo pochi rispetto alle cattedre disponibili, mentre aumentano le supplenze. Al 1° settembre gran parte del personale non era nelle scuole assegnate, costringendo gli istituti a correre contro il tempo per nominare supplenti e tamponare i vuoti creati dalle scelte ministeriali.
La precarietà, sottolinea la CGIL, danneggia l’intera comunità educante, famiglie e studenti. A ciò si aggiunge il boom dei posti di sostegno in deroga – oltre 8.000 in più rispetto agli assegnati – e un sistema di nomina che affida alle famiglie la scelta dei docenti, minando il principio delle graduatorie.
Sul fronte salariale, la denuncia è altrettanto dura: «Il ministro ha tolto 240mila euro dal fondo d’istituto per distribuire meno di dieci euro netti al mese per un solo anno. È un contentino che non compensa l’inflazione e riduce ulteriormente le risorse delle scuole».
Per Fiorentini servono investimenti veri e un rinnovo contrattuale adeguato. L’ultima Legge Finanziaria ha autorizzato solo 4.000 assunzioni in tutta la regione, «una cifra del tutto insufficiente». Il rischio, conclude il sindacalista, è che con l’aumento delle spese per il riarmo arrivino nuovi tagli all’istruzione pubblica, «uno scenario inaccettabile».