22 Settembre, 2026 Cesenatico

Scuola, la Regione boccia gli accorpamenti: “Mega-istituti ingestibili”

“Abbiamo scritto formalmente chiedendo di evitare istituti di dimensioni ingestibili”, dicono il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessora alla Scuola Isabella Conti. L’esito, però, sarebbe “paradossale”: l’applicazione rigida del dimensionamento avrebbe favorito la nascita di scuole con oltre 1.800 studenti, in alcuni casi ben oltre gli obiettivi dimensionali richiamati dal Pnrr. Per la Regione questo dimostra l’inadeguatezza della misura rispetto alla realtà emiliano-romagnola e – sempre secondo l’ente – “colpisce soprattutto territori già complessi, aggravandone le criticità organizzative ed educative”.

Il decreto sulla programmazione della rete scolastica regionale per l’anno 2026/2027 riduce le autonomie da 532 a 515, con 17 istituzioni in meno in tutte le province. “Non aver firmato questo atto non ci consola”, rimarcano, definendo la scelta “sbagliata, iniqua e unilaterale” e accusando il Governo di trattare la scuola “come un costo invece che come investimento strategico”. 

La critica entra nel merito: “Meno autonomie significa meno dirigenti e segreterie, quindi minore presidio quotidiano, mentre aumentano i bisogni educativi. In alcune province, avvertono, potrebbe verificarsi il paradosso di più studenti da gestire e meno personale”. Forte la preoccupazione per gli Ata: “Se alle scuole-giganti si somma la riduzione di amministrativi e tecnici, gestione dei plessi e sicurezza diventano un problema serio, non un dettaglio”.

“La nostra contrarietà non è ideologica”, concludono: sì all’efficienza, ma “non a un taglio che ignora aree interne, montagna e complessità sociale e rischia di aumentare le disuguaglianze”. 

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