Si avvicina l’epilogo del processo che coinvolge un appuntato dei Carabinieri residente nel Cesenate. Al termine di una lunga requisitoria, ieri il pm Andrea Marchini ha chiesto una condanna a sette anni e un mese.
Secondo l’impianto accusatorio, il militare avrebbe preteso prestazioni sessuali da una giovane convocata in caserma, prospettando in cambio “favori” istituzionali: dall’intervento per evitare la decurtazione dei punti patente a un parente, alla promessa di non far più perseguire il fratello della ragazza, già noto per reati di droga. Sull’episodio hanno indagato anche i Carabinieri, disponendo la sospensione dal servizio del collega in attesa di giudizio.
L’imputato, assistito dagli avvocati Alessandro Pinzari (Forlì-Cesena) e Pietro Porciani (Milano), ha negato la violenza, sostenendo che il rapporto fosse consensuale.
La presunta vittima è stata sottoposta a perizie psicologiche da accusa e difesa; agli atti figura anche una puntata di una trasmissione tv nazionale in cui la giovane riferisce altre violenze in contesti differenti. La gup Elisabetta Giorgi ha respinto l’acquisizione di ulteriori denunce su fatti successivi.
Il procedimento riprenderà il 4 novembre con le arringhe della difesa; quindi la giudice potrebbe ritirarsi in camera di consiglio per la sentenza. L’imputato resta innocente fino a condanna definitiva.