Simone Battistoni, presidente della Cooperativa Bagnini di Cesenatico, interviene con fermezza per replicare alle dichiarazioni di Alberto Papperini – titolare del bagno Adria 89 di Ponente – che, nei giorni scorsi, aveva inviato una nota stampa sui futuri bandi per le concessioni marittime.
Nel suo comunicato, pubblicato sui social ed inviato a tutte le testate giornalistiche locali, Papperini – ex consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle – aveva usato toni molto duri: “Vogliono derubarci delle nostre aziende. Ci siamo fidati del Governo e il risultato è stata una pugnalata alle spalle. Ora dobbiamo reagire con determinazione e lucidità, il tempo delle chiacchiere è finito”. Accuse anche all’amministrazione comunale: “Molti Comuni hanno già avviato l’iter e, anche in Emilia-Romagna, si stanno approvando delibere, mentre Cesenatico prende tempo pur dovendo decidere entro fine 2026”.
Nel suo comunicato, Papperini, dopo aver ricordato che i bandi prevederanno “una griglia di punteggi, con peso sugli investimenti di riqualificazione”, aveva presentato un progetto – firmato da uno studio privato – basato su “nuovi varchi visivi e demolizioni di strutture in cemento, energia 100% da rinnovabili, accessibilità per disabili e materiali eco-compatibili”, vedendo nella fase attuale “un’opportunità di rilancio”.
Un’uscita solitaria mantecata da una smaccata allusione pubblicitaria che, nei toni e nei contenuti, non è piaciuta per niente al numero uno della Cooperativa dei Bagnini di Cesenatico.
“In una cooperativa – precisa Battistoni – la libertà di espressione non si discute: ogni associato ha pieno diritto di avere opinioni, di maturarle e anche di sostenerle pubblicamente. Ma la libertà non è mai un gesto solitario quando si parla a nome di una ‘casa comune’. In una fase così delicata, in cui il destino delle concessioni e di centinaia di imprese è appeso a scelte amministrative e a percorsi normativi complessi, non possiamo permetterci uscite disomogenee, improvvisate, scollegate dalla linea condivisa. Non è il tempo delle ‘iniziative personali’ spacciate per voce collettiva: generano rumore, confusione e indeboliscono proprio ciò che dovremmo difendere con maggiore disciplina: l’unità di intenti, i tempi, i modi, la strategia”.
Battistoni chiarisce poi un secondo punto, altrettanto decisivo: “Ho letto parole durissime contro le istituzioni, accompagnate però – nello stesso testo – da un’ampia esposizione di un progetto e di uno studio professionale, con toni e dettagli (come le foto logate) che somigliano più a un’operazione commerciale che a una presa di posizione sindacale. È una contraddizione che non possiamo ignorare. Se si sceglie la via dello scontro, lo si faccia per la categoria, non per protagonismi personali. È legittimo che un imprenditore promuova il proprio progetto e si affidi ai professionisti che ritiene migliori: non è legittimo, però, farlo evocando volontà condivise e lasciando intendere che quella sia la direzione comune, soprattutto quando non c’è stato alcun mandato, alcuna discussione, alcuna deliberazione”.
“C’è anche un tema di equità: se un’iniziativa produce vantaggi, reputazione o opportunità, deve essere chiaro se e come questi ricadano sull’intera categoria, non su un singolo. La cooperativa nasce per questo: per estendere valore, non per concentrare visibilità”.
Per queste ragioni, Battistoni annuncia che porterà la questione in Consiglio: “In tale sede valuteremo con serenità l’iniziativa di Papperini e la sua conformità agli obiettivi comuni. Una cosa è certa: in un momento così delicato per tante famiglie di nostri associati, le decisioni e le iniziative devono essere condivise. Per questo inizieremo a pianificarle a partire dall’assemblea già convocata per giovedì 29 gennaio”.
