Il tema delle aperture domenicali dei supermercati torna al centro del confronto politico e sindacale, a quindici anni dalla liberalizzazione introdotta dal decreto “Salva Italia”. Da una parte c’è chi chiede un passo indietro per tutelare i lavoratori e riequilibrare la concorrenza; dall’altra, chi ritiene ormai impraticabile tornare allo scenario precedente. In questo solco si inserisce la posizione di Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna, che invita a considerare le specificità del territorio.
“La Romagna ha una forte vocazione turistica – spiega Lucchi – e immaginare supermercati chiusi la domenica rischierebbe di creare più problemi che soluzioni”. Un dato su tutti pesa nel ragionamento: in alcune realtà della grande distribuzione, soprattutto nei centri commerciali, la giornata festiva può valere fino al 50% del fatturato settimanale. Un eventuale stop, dunque, avrebbe effetti a catena anche sugli altri esercizi, indebolendo l’“effetto magnete” e favorendo, paradossalmente, il commercio online.
C’è poi il capitolo lavoro. Secondo Lucchi, molti addetti beneficiano delle maggiorazioni previste per il lavoro festivo, che possono arrivare al 30% dello stipendio, e di formule contrattuali flessibili come i part time verticali, spesso utilizzati da studenti e lavoratori stagionali. “Per queste ragioni – conclude – tornare indietro è difficile. Piuttosto, sarebbe utile discutere di chiusure condivise in occasione di alcune festività religiose o laiche, valide per tutti, per garantire equilibrio e certezza delle regole”.