C’è chi fa la spesa con la lista, chi segue le offerte e chi, a quanto pare, preferisce una versione decisamente più radicale del concetto di risparmio. Al supermercato In’s di via Cecchini un 50enne tunisino è ormai diventato celebre per una personalissima interpretazione dello shopping: riempire il carrello e poi trovare il modo di uscire senza passare dalla cassa.
Un metodo che, secondo diverse testimonianze, non sarebbe affatto nuovo e che in passato avrebbe già permesso al protagonista di allontanarsi con il carrello pieno senza pagare. Una sorta di “spesa proletaria”, verrebbe da dire con una punta di ironia: scegliere i prodotti, caricarli e poi salutare tutti senza la “fastidiosa”incombenza dello scontrino.
L’ultimo episodio si sarebbe verificato nelle ore serali di giovedì. Questa volta però qualcosa avrebbe incrinato il copione abituale. Accortosi che la sua presenza non passava inosservata e che attorno a lui si stava creando un po’ di attenzione, l’uomo avrebbe ridimensionato le ambizioni: niente carrello pieno, ma un bottino decisamente più modesto, limitato a un solo pezzo di pane.
Dopo essere uscito dal supermercato, si sarebbe trattenuto per qualche tempo nei pressi dell’ingresso, come se stesse valutando se tentare nuovamente la sortita. Poco dopo sarebbe stato visto anche nella zona del porto canale, nei pressi della tabaccheria vicino al Comune, confermando spostamenti ormai abituali tra quell’area e il punto vendita.
L’uomo viene descritto come magro, di statura non particolarmente alta, con capelli corti brizzolati, carnagione olivastra e lineamenti nordafricani. Attorno alla sua figura, secondo quanto raccolto, si sarebbero accumulate diverse segnalazioni simili, tutte legate allo stesso tipo di “spesa creativa”.
A rendere il tutto più complicato l’impotenza delle cassiere che, in assenza di un servizio di vigilanza, non possono certo corrergli dietro (rischiando la loro incolumità) nè chiuderlo all’interno del supermercato bloccando le porte. Il problema, però, è che – senza una reazione – inutile dirlo, la spesa proletaria non si arresterà.