Il Comitato per la Sicurezza e il Decoro di Cesenatico prende atto del bilancio 2025 dell’attività della Polizia Locale diffuso in questi giorni dal Comune. “È un documento che racconta un anno intenso, segnato da un forte impegno operativo, da investimenti in tecnologia e mezzi e da numeri che, letti con attenzione, consegnano alla città un messaggio chiaro: la questione sicurezza non può più essere liquidata come una semplice “sensazione” o come un tema buono soltanto per le polemiche. I dati, a cominciare dagli 11 arresti, parlano di fenomeni reali e di criticità che hanno ormai una consistenza oggettiva e incontrovertibile.
Quegli arresti, del resto, non vanno letti in modo isolato. Inseriti nel quadro complessivo delle attività svolte sul territorio e sommati ai risultati del posto di polizia estivo e alle azioni delle altre forze dell’ordine, indicano che in città qualcosa sta cambiando. È esattamente ciò che, nelle ultime settimane, ci è stato riferito da più parti: persone che vivono e lavorano quotidianamente a Cesenatico, osservatori diretti “sul campo”, commercianti, residenti e cittadini che raccontano un clima diverso rispetto al passato. Non si tratta di alimentare allarmismi, ma di riconoscere con onestà che Cesenatico, soprattutto in determinate fasce orarie e in alcune aree, non è più l’isola felice di una volta.
È proprio per questo che il Comitato rivolge un appello alle istituzioni e alla politica: serve un cambio di passo, prima ancora che nelle misure, nel modo stesso di guardare alla realtà. Avere problemi di ordine pubblico non equivale automaticamente a una patente di malgoverno, e continuare a trattare la sicurezza come un tema “imbarazzante” o come un pretesto per attribuire colpe non aiuta nessuno. Significa, più semplicemente, che lo scenario attorno a noi sta mutando rapidamente e che, di fronte a cambiamenti sociali e criminali, occorrono risposte nuove, più forti, più stabili e più adeguate rispetto a quelle pensate per un contesto che non esiste più.
In questo senso il Comitato ha apprezzato la presentazione del Comandante della Polizia Locale, Alessio Rizzo, che da tecnico e non da politico ha illustrato con schietto pragmatismo le criticità e gli strumenti necessari per affrontarle. È un approccio che condividiamo: meno slogan e più concretezza. Se davvero vogliamo che il presidio del territorio sia efficace, occorre innanzitutto mettere in condizione chi opera di farlo. Significa ragionare su un rafforzamento degli organici che non sia limitato alla sola stagione estiva, perché la città vive dodici mesi l’anno e le fragilità non vanno in letargo. Significa affrontare con decisione il nodo del pattugliamento notturno nei mesi invernali, che oggi appare insufficiente e rischia di lasciare scoperta una fascia oraria delicatissima, trasformando alcune zone in un terreno più facile per chi cerca spazi d’azione lontani da controlli. Significa anche continuare a investire in dotazioni e mezzi e, allo stesso tempo, lavorare per ridurre quei vincoli organizzativi che spesso rendono l’azione sul campo più complessa e meno tempestiva, pur nel rispetto delle regole e delle tutele.
Il punto, per noi, è semplice: la Polizia Locale, quando è guidata con competenza e messa nelle condizioni di operare, può diventare un presidio vero e uno straordinario deterrente contro microcriminalità e degrado. Il report 2025 lo dimostra e, proprio per questo, non può restare un documento da archiviare. Deve essere l’occasione per prendere atto che la città è cambiata e per scegliere, con responsabilità, di cambiare anche le risposte. Il Comitato per la Sicurezza e il Decoro continuerà a fare la propria parte, dando voce alle preoccupazioni dei cittadini e chiedendo che la sicurezza venga trattata per quello che è: una priorità concreta, quotidiana, non uno slogan e, soprattutto, non un terreno di scontro”.