La terza Assemblea del Cammino sinodale ha approvato a larga maggioranza il documento “Lievito di pace e di speranza”. Nel capitolo più discusso, il testo invita le Chiese locali a superare ogni atteggiamento discriminatorio e chiede alla CEI di sostenere – con preghiera e riflessione – le giornate civili contro violenza e discriminazioni, comprese quelle legate a omofobia e transfobia.
Tra i fedeli e gli osservatori, questo passaggio è stato da molti interpretato come un appoggio alle manifestazioni pubbliche a tema, fino a leggere nel testo un via libera ai gay pride; il documento insiste comunque sull’accompagnamento delle persone e dei loro familiari e colloca il tema dentro un quadro più ampio che comprende giovani, contrasto agli abusi, pace e rinnovamento missionario.
Altro punto sensibile è la richiesta di approfondimenti sul diaconato femminile, che ha raccolto consensi più tiepidi: segno di un consenso largo sull’impianto, ma non unanime sulle sue declinazioni. Per la CEI, ora, il compito di tradurre le linee in orientamenti pastorali chiari, tenendo insieme verità e carità, accoglienza e dottrina, per evitare ambiguità interpretative nel passaggio dalle parole alle prassi.
Su questo snodo, la posizione di don Mirco Bianchi è nettissima e carica di inquietudine teologica e pastorale. Le sue parole: “Che il documento approvato nel sinodo dica ‘… approvare i gay pride’ sa tanto di ‘errare è umano ma perseverare è diabolico’. D’altra parte la Madonna di Fatima l’ha detto che la battaglia è sulla vita e sulla famiglia. Ormai ‘il piccolo gregge’ è assalito dai ‘lupi vestiti da agnelli’. Ma Cristo è e sarà sempre il Vincitore”.
Per il sacerdote di Gatteo Mare e Villamarina, l’enfasi sull’appoggio alle giornate contro l’omofobia rischia di scivolare – nella percezione comune e nella prassi – in una convalida culturale che non coincide con l’antropologia cristiana.
Di qui l’appello a parole più nette, a una catechesi che non si lasci ingabbiare dal lessico del tempo e a criteri pastorali che preservino l’annuncio integrale su matrimonio e famiglia, senza cedere a interpretazioni che, a suo avviso, confondono le coscienze dei fedeli.