Lo smantellamento di ATR non è più un’ipotesi da studio: per i Comuni soci (Cesenatico detiene il 6%) è diventato un dossier operativo, perché significa decidere dove far finire – e come far funzionare – servizi che incidono ogni giorno su cittadini e bilanci.
Il quadro che si va delineando è a due velocità. A Cesena la direzione appare più netta: il pacchetto legato alla sosta e alle attività connesse, oggi in capo ad ATR, con ogni probabilità confluirà nella società comunale Energie per la Città, che già si sta strutturando per gestioni più ampie.
A Cesenatico, invece – anche se il Comune non conferma – si starebbe ragionando su un’altra strada. Qui la domanda è semplice: chi può gestire parcometri e sosta a pagamento quando ATR verrà smembrata? Tra i soggetti disponibili, l’unico che sembra in grado di reggere l’operazione, per natura e assetto, è la partecipata Cesenatico Servizi.
Non solo: l’impressione è che ci si stia già organizzando, almeno a livello di ragionamento tecnico, per arrivare a un affidamento futuro proprio a Cesenatico Servizi, così da garantire continuità e non lasciare scoperto un servizio sensibile, soprattutto in una città turistica dove la regolazione della sosta è parte della gestione dei flussi.
Ma il passaggio non può essere automatico. Resta da capire quali competenze reali abbia Cesenatico Servizi per governare un sistema fatto di tecnologia, controlli, manutenzione, incassi e gestione amministrativa, e soprattutto se l’operazione, in termini di costi per la collettività, sarà un affare o si tradurrà in un ulteriore aggravio. La partita, insomma, non è “chi subentra”, ma “a che condizioni” e con quale trasparenza sui numeri.