La Giunta comunale di Cervia ha dato il via libera, il 23 dicembre, alle Linee di indirizzo che fungeranno da “cornice” per costruire i futuri bandi di gara dedicati alle concessioni del demanio marittimo con finalità turistico-ricreative. In sostanza, il documento serve a mettere ordine nel percorso e a fissare i paletti entro i quali dovranno muoversi le procedure a evidenza pubblica per l’assegnazione dei lotti.
Il pacchetto riguarda un volume consistente di attività: 216 stabilimenti balneari ad uso pubblico, 44 stabilimenti destinati a uso privato o colonia, 7 concessioni legate a deposito imbarcazioni e servizi di noleggio/scuola, oltre a 5 spazi commerciali e 3 ristoranti. Un comparto che, per peso economico e impatto sulla costa, richiede regole chiare e tempi certi.
L’assessora al Demanio Michela Brunelli ha spiegato che la scelta nasce dall’esigenza “di fare il punto alla luce delle norme nazionali”, che indicano come termine ultimo per chiudere le procedure di gara il 30 settembre 2027. Da qui la decisione – condivisa con dirigente e Servizio Demanio – di fotografare lo stato delle concessioni in essere e, allo stesso tempo, definire le direttrici che orienteranno i criteri di gara.
Il lavoro, viene sottolineato, è stato costruito “in raccordo con il servizio legale comunale, con consulenti esterni e con la Regione Emilia-Romagna”, impegnata nei tavoli tecnici con i Comuni della costa per accompagnare gli enti locali in una fase considerata particolarmente delicata. Informate anche le associazioni di categoria e la Cooperativa bagnini. La delibera, infine, sarà trasmessa all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che chiede aggiornamenti e sollecita l’avvio dei bandi.
Un capitolo rilevante è quello degli indennizzi: prima di mettere a gara ciascun lotto dovrà essere quantificato l’eventuale importo spettante al concessionario uscente per investimenti non ancora ammortizzati, valutando anche la possibilità di trasferire opere di proprietà in alternativa alla rimozione, in attesa di eventuali indicazioni ministeriali.
Sui requisiti d’accesso si richiamano le cause di esclusione del Codice degli appalti (Dlgs 36/2023), con un’ulteriore stretta per chi risulti in mora nei pagamenti o responsabile di occupazioni abusive o interventi non autorizzati senza ripristino. Per la selezione, invece, si farà leva sui requisiti speciali: idoneità professionale, solidità economico-finanziaria e capacità tecnico-professionale, con parametri pensati per garantire qualità ma anche massima partecipazione. La valutazione delle offerte dovrà integrare tre elementi: proposta tecnica, piano economico-finanziario ed esperienza professionale maturata.
Uno scenario che, nei prossimi mesi, non resterà confinato a questo Comune: anche Cesenatico dovrà confrontarsi con le stesse scadenze e con bandi chiamati a ridisegnare l’assetto delle concessioni lungo la riviera.