7 Novembre, 2026 Cesenatico

Spiagge di Gatteo Mare, tra demanio e suolo privato: un nodo decisivo per il futuro del turismo

Le scadenze si avvicinano (il bando-tipo è atteso per oggi), ma il quadro normativo oggi sembra ancora in alto mare. Sullo sfondo c’è uno dei passaggi più delicati per l’economia della costa romagnola: l’assegnazione delle concessioni balneari.

Un mese fa il decreto legge, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, annunciava l’arrivo imminente delle direttive nazionali per le gare pubbliche relative alle concessioni delle spiagge. Il provvedimento stabilisce infatti che, entro 30 giorni dalla sua entrata in vigore, il Ministero delle Infrastrutture debba sottoporre alla Conferenza Unificata lo schema di bando tipo, con l’obiettivo di garantire criteri omogenei per l’affidamento delle concessioni demaniali.

A Gatteo Mare, però, la situazione è diversa rispetto a quella della maggior parte delle località balneari romagnole. Qui molti stabilimenti sorgono su suolo privato, ceduto anni fa dal Comune ai bagnini. In alcuni casi è privata perfino una sottile fascia di battigia, mentre il resto dell’arenile resta demaniale.

Questo assetto viene talvolta considerato “rassicurante”, perché si pensa che una spiaggia messa a gara senza lo stabilimento sia poco appetibile. In realtà, lo scenario è più complesso. Chi dovesse perdere la concessione della spiaggia conserverebbe sì il bar o le strutture presenti sul suolo privato, ma perderebbe la parte economicamente più rilevante della propria attività: l’arenile.

Nelle future gare potrebbero quindi entrare in gioco soggetti molto interessati, per ragioni strategiche, alla gestione delle spiagge: gli albergatori. Hanno una maggiore solidità finanziaria, operano nello stesso comparto turistico e possono puntare sul pacchetto “camera più spiaggia” come elemento competitivo. Molti, inoltre, si trovano proprio di fronte al mare.

Anche ottenendo soltanto la concessione della spiaggia, gli hotel potrebbero gestirla con costi contenuti, grazie a personale ridotto e a una logistica più semplice. In questo modo, lo stabilimento balneare finirebbe per diventare un servizio complementare, una naturale estensione dell’attività alberghiera.

Per i proprietari degli stabilimenti costruiti su suolo privato si aggiunge poi un altro elemento. La durata delle nuove concessioni sarà infatti legata anche agli investimenti realizzati dal concessionario. Tuttavia, in un contesto come quello di Gatteo Mare, dove gli stabilimenti si trovano su aree private e non demaniali, questo criterio potrebbe applicarsi solo alle attrezzature di spiaggia, e non alle strutture principali.

Proprio per questo, l’attesa per il bando tipo annunciato dal Governo è particolarmente alta. Abbiamo chiesto al sindaco di Gatteo, Roberto Pari, quale sarà l’orientamento dell’amministrazione comunale: avviare già in autunno le gare, sulla base delle future linee guida nazionali, rendendole efficaci dall’estate 2027, oppure attendere il termine previsto dalla legge, che consente di indire le procedure entro giugno 2027, con effetti dalla stagione 2028.

La risposta del sindaco è prudente: “Il nostro orientamento è quello di attendere una direttiva chiara da parte del Governo o della Regione. In assenza di indicazioni nazionali o regionali sulle procedure ad evidenza pubblica, riteniamo rischioso avviare iniziative autonome”.

LaVoceRomagnola

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