Domenica sera, attorno alle 23.30, il chiosco di piadina in via Monte Cervino 27, nel parco del Pettirosso, è stato nuovamente preso di mira. Non è la prima volta che il punto ristoro del quartiere Madonnina è bersaglio di ladri e teppisti. E, infatti, le titolari Elena e Sara (mamma e figlia), soprattutto negli ultimi anni, convivono con una sensazione costante di allerta.
“Come sempre – raccontano – anche domenica sera abbiamo chiuso attorno alle 21, poi siamo rimaste lì fino alle 22:30 per le pulizie e siamo rientrate a casa”. Poco più tardi è scattato l’allarme volumetrico: “Ero già a letto quando mi è suonato il telefonino e mi sono precipitata subito al chiosco”.
Dopo qualche minuto, Elena è arrivata sul posto e ha subito notato particolari anomali: frigor esterni spostati, una porta scorrevole fuori posizione e segni evidenti che qualcuno aveva tentato di fare irruzione nel chiosco. “Non sono entrata per non rischiare e ho chiamato i Carabinieri”, spiega. La pattuglia è arrivata nel giro di pochissimi minuti e, dopo aver dato un’occhiata nei paraggi (invano), ha visionato le registrazioni. Dai filmati e dalle verifiche, l’autore sarebbe un giovane descritto come magrebino tra i 17 e i 20 anni, con felpa blu Napapijri. Avrebbe provato a forzare una finestra e a disattivare l’allarme su un altro infisso, facendo anche cadere dello strutto. Alla fine non è riuscito a portare via nulla: “Non c’era niente da rubare. Probabilmente l’allarme lo ha disturbato e se n’è andato”, riferiscono. Ieri mattina, le donne hanno presentato regolare denuncia al Comando dell’Arma di Cesenatico consegnando anche i filmati da cui si vedono in maniera abbastanza chiara i tratti somatici del giovane ladro.

Il chiosco è attivo dal 2010 e, spiegano Elena e Sara, in passato era diventato un obiettivo ricorrente: “Prima venivano continuamente e rubavano di tutto, perfino gli spiccioli del fondo cassa. In una settimana entrarono tre volte: oggi non teniamo più niente, neppure le monetine di rame”.
Anche dopo i lavori di ripristino e messa in sicurezza (allarmi e telecamere), gli episodi non si sono fermati: un furto nel 2016 con il registratore di cassa portato via; nel marzo 2022 una porta d’ingresso forzata con circa 800 euro di danni. A questi si aggiungono atti vandalici: “Una notte di Capodanno ci siamo ritrovate tutte le tende tagliate”, raccontano, e in un’altra occasione “ci hanno rubato persino il sigillo del registratore di cassa”.
Sullo sfondo resta la questione della scarsa illuminazione del parco e delle aree retrostanti, che secondo le titolari aumenta la vulnerabilità del chiosco: “Avevamo installato due fari per illuminare l’area – spiega ancora Elena – ma un bel giorno ci siamo ritrovati la Polizia Locale che ci ha contestato ‘l’occupazione abusiva di suolo pubblico’ e, a quel punto, siamo state costrette a toglierli”.
Infine, una riflessione amara: “Da un paio d’anni il Quartiere Madonnina non è più quello di una volta. Nel 2010, quando rilevammo l’attività, le sere d’inverno nel parco del Pettirosso c’era sempre tantissima gente che passeggiava. Dal 2023, quando nel quartiere ci sono state una serie di aggressioni, qui alla sera sembra ci sia il coprifuoco. Questo chiosco, che negli ultimi quindici anni ha quadruplicato i suoi fatturati, lavora tanto e oggi ci mangiano tranquillamente due famiglie, ma non si può lavorare con questo patema. Per questo, se oggi qualcuno venisse da me e mi offrisse una bella cifra, seppur a malincuore, io non ci penserei due volte a venderglielo”.